Pensione anticipata ed esonero dal lavoro per chi assiste familiari disabili
Pubblicato il 19 maggio 2010 19.43 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010 20.08
I lavoratori che avranno assistito un familiare disabile al 100 per cento per almeno 18 anni potranno andare in pensione con cinque anni di anticipo. Se sono lavoratori pubblici, inoltre, avranno diritto all’esonero dal lavoro. Lo prevedono le norme approvate quasi all’unanimità oggi, 19 maggio, dalla Camera dei Deputati e che ora passeranno al vaglio del Senato.
Il testo sostanzialmente consentirà di andare in pensione a 55 anni (invece che a 60) alle donne e a 60 anni (invece che a 65) gli uomini che abbiano assistito un familiare con un handicap per almeno 18 anni e siano lavoratori dipendenti. Le spese necessarie verranno coperte in parte con i proventi dalle imposte sulle bevande alcooliche.
Potranno richiedere il pensionamento anticipato i familiari che abbiano assistito, convivendo con lui, un disabile al 100% per 18 anni continuativi e che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi previdenziali. Ricorrendo le condizioni richieste dalla normativa, il dipendente di azienda privata potrà essere prepensionato al compimento del 55esimo anno di età se donna e del 6esimo se uomo.
Diversa è la situazione nel settore pubblico. I dipendenti pubblici che abbiano diritto vengono esonerati dalla prestazione lavorativa, percependo il 70% dello stipendio. Per loro, dunque, si tratta non di prepensionamento ma di esonero dal servizio. La pensione scatterà, invece, a 60 o 65 anni. C’é una differenziazione tra i dipendenti pubblici: al momento da questa possibilità sono esclusi i dipendenti della scuola e degli enti locali. Tuttavia, l’Assemblea di Montecitorio ha approvato un ordine del giorno bipartisan per conseguire l’obiettivo dell’estensione anche a questi lavoratori superando la disparità.
Vivissima la soddisfazione di tutte le forze politiche. “Si trattava di un provvedimento attesissimo dalle famiglie”, ha detto il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa, del Pdl.


Finalmente! E’ la legge che tutti i genitori di figli disabili attendevano da tempo. Mia figlia Rita, disabile, aveva già invitato le forze politiche a prendere in esame il problema. Ora la legge è passata, ed è per tutti noi un sollievo e una speranza che la tutela della famiglia venga sempre più considerata come un bene prezioso per tutta la società. Un applauso alle forze politiche che si propongono di attuare una reale e intelligente politica di sostegno ai portatori di handicap.
Perchè per almeno 18 anni?
E per chi assiste da 17?
mio figlio disabile grave ha 13 anni. Io lavoro da 34 anni, mi sembra quindi che la nuova legge non comporti alcun beneficio per me.
Mi sarebbe sembrato più equo dare un bonus di 5 anni contributivi anche per un periodo di accudimento inferiore.
è una presa in giro: io a 60 anni avrò maturato 40 anni di contributi comunque. Che beneficio è ? Mi sembra un pò una presa per i fondelli.
è sempre una presa in giro, 18 anni di assistenza è iniquo, bisogna per forza, andare in pensione a 60 anni, e se l’handicap e stato certificato adesso,chi ha 50 anni non rientra nella legge…….deve aspettare sempre……….
Oggi 30/08/2010 non sono ancora riuscita a capire se questa legge è stata approvata e nell’eventualità vorrei sapere come procedere.
Grazie.
e’ stata approvata questa legge SI O NO