Cronaca Italia

Legittima difesa, sempre più italiani con il porto d’armi

Legittima difesa, sempre più italiani con il porto d'armi

Legittima difesa, sempre più italiani con il porto d’armi (Foto Ansa)

PORDENONE – La questione legittima difesa infiamma gli animi degli italiani. E anche in Veneto, in particolare nella provincia di Pordenone, sono sempre di più i commercianti, i liberi professionisti e gli imprenditori che decidono di armarsi. E il caso del barista di Budrio (Bologna) ucciso da un rapinatore ne ha convinti altri.

Le richieste di avere il porto d’armi, spiega il Gazzettino, sono aumentate del dieci per cento, così come sono in continuo aumento gli iscritti al poligono di tiro, soprattutto donne.

C’è chi possiede una pistola o un fucile per uso sportivo, chi per la caccia e chi dichiara di averla per difesa personale. E il mondo dei commercianti, in particolare, chiede che si faccia qualcosa. L’appello arriva da  Alberto Marchiori, presidente Ascom:

“Anche da noi – analizza – non c’è più nessuno al sicuro, nemmeno i nostri commercianti. Abbiamo aggiunto la delinquenza importata a quella storica e in più la coperta delle forze dell’ordine è corta. Non c’è certezza nell’applicazione del diritto e serve immediatamente una riforma che tuteli le persone per bene. Non riesco a capire come mai chi reagisce a un tentativo di rapina diventi vittima del pubblico ludibrio”.

Nella provincia di Pordenone i commercianti con il porto d’armi sono più di duecento. Ma in tutto sono 5mila a possedere un’arma, tra liberi professionisti, lavoratori dipendenti e imprenditori.

Marchiori avverte, però:

“Generalmente chi decide di armarsi è comunque meno bravo a maneggiare una pistola rispetto a un malvivente che tenta una rapina. C’è un alto rischio di passare dalla parte del torto, o peggio ancora che la vicenda possa finire davvero male”.

 

 

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