Cronaca Italia

Tar Liguria: “Sì all’uso delle armi per difendere beni aziendali”

Legittima difesa. Tar Liguria: "Sì all'uso delle armi per difendere beni aziendali"

Legittima difesa. Tar Liguria: “Sì all’uso delle armi per difendere beni aziendali”

ROMA – Tar Liguria: “Sì all’uso delle armi per difendere beni aziendali”. Un imprenditore può usare un’arma legittimamente detenuta per difendere i beni aziendali all’interno del luogo dove viene esercitata la sua attività, quando esiste il pericolo d’aggressione, in particolare dopo aver denunciato diversi furti ai danni della propria ditta. È una delle motivazioni con cui il Tribunale amministrativo della Liguria, richiamando la normativa sulla legittima difesa, ha accolto il ricorso di un impresario che si era visto negare dal Prefetto di Savona il rinnovo della licenza di porto di pistola per difesa personale.

Una battaglia legale giocata in punta di diritto amministrativo e codice penale, che in questo primo round ha visto vincere un commerciante, titolare di porto d’armi dal 1975, contro la Prefettura e il Ministero dell’Interno. Il Tar ha annullato il provvedimento della Prefettura emesso nel 2015, che aveva impedito all’imprenditore il rinnovo del permesso per porto di rivoltella. Il Ministero dell’Interno è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio (2000 euro).

Dopo quasi due anni di scontri a suon di carte bollate al Tar, e una memoria dell’Avvocatura dello Stato depositata il mese scorso che integrava le motivazioni del diniego ma che i magistrati amministrativi hanno ritenuto “tardiva e quindi inutilizzabile”, si è arrivati ora alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza. L’impresario aveva denunciato “svariati furti di gasolio presso il piazzale della propria ditta”, evidenziando inoltre la “necessità di trasportare spesso denaro contante” per il pagamento di clienti e fornitori.

“L’ordinamento considera scriminante – e dunque consentito – l’uso di un’arma legittimamente detenuta anche al fine di difendere i propri beni all’interno di un luogo ove venga esercitata un’attività imprenditoriale, quando non vi è desistenza (fuga) e vi è pericolo d’aggressione”, spiegano i giudici del Tar nella sentenza. Riguardo al caso di Savona, il Tar contesta anche alla Prefettura di non aver motivato adeguatamente e di non aver presentato in tempo utile la documentazione relativa alla negazione del rinnovo del permesso per il porto di pistola.

La normativa prevede che il Prefetto ha “facoltà di concedere, in caso di dimostrato bisogno, licenza di portare rivoltelle o pistole di qualunque misura”. Il Tar puntualizza: “La facoltà di rilasciarla è oggetto di una valutazione ampiamente discrezionale, ma in presenza di un’autorizzazione di polizia risalente nel tempo ed oggetto di plurimi rinnovi, l’amministrazione, in sede di diniego, deve darsi carico di dimostrare il venir meno delle condizioni iniziali”. La comunicazione dei motivi ostativi si è limitata invece a rilevare che “il ricorrente potrebbe avvalersi dei servizi del sistema bancario per evitare il trasporto di elevate somme di denaro, e che non ha subito minacce, aggressioni e reati di altro genere contro la persona”.

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