Cronaca Italia

Lenticchie a rischio dopo il terremoto, Castelluccio chiede aiuto: “Mandate gli elicotteri”

Lenticchie a rischio dopo il terremoto, Castelluccio chiede aiuto: "Mandate gli elicotteri"

Lenticchie a rischio dopo il terremoto, Castelluccio chiede aiuto: “Mandate gli elicotteri”

NORCIA – Le lenticchie di Castelluccio di Norcia rischiano di scomparire. Dopo il terremoto che ha distrutto la Valnerina tra agosto e ottobre, i produttori locali delle esclusive lenticchie hanno chiesto aiuto anche all’Esercito per salvare le coltivazioni. “Mandate gli elicotteri”, chiedono i produttori dato che la valle in cui sono coltivate è inaccessibile per via della strada andata completamente distrutta.

Italo Carmignani sul quotidiano Il Messaggero raccoglie il grido d’aiuto lanciato dai produttori, che hanno sfilato lungo le strade di Norcia per chiedere aiuto allo Stato e alle autorità affinché sia possibile

“«La semina deve tassativamente terminare entro il 20 maggio – spiega Fedele Coccia, uno di loro – siamo in grave ritardo e non è possibile attendere oltre». Pena, un raccolto rovinato e una ripresa economica, attesa da queste parti come il pane divino, che vanno a farsi benedire. Di fronte a tanta rabbia una domanda corre più veloce dei cingolati: chi deve occuparsi del problema? Seguendo uno splendido ossimoro politico, in testa al corteo, a sostenere con forza le ragioni della rivolta, c’era l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini. In verità la Regione una soluzione l’aveva trovata: l’unica strada percorribile al momento è quella di Pretare, Arquata del Tronto: un percorso di circa 90 chilometri che, effettuato con i trattori, si traduce in un viaggio di almeno 5/6 ore. Un’odissea”.

Se percorrere la strada è impossibile, una speranza per le lenticchie di Norcia c’è: è quella del percorso in aereo, dato che di riaprire la galleria non se ne parla:

“L’inventore di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, assessore alla Cultura di Assisi, la città di Francesco già in ginocchio per gli effetti del danno indiretto da sisma, propone di usare gli elicotteri militari. «Con venti-trenta viaggi si risolve tutto», posta Guarducci su Twitter. «Possibile? Certo, basta volerlo», spiega. Tanta spavalderia e solidarietà della Regione verso i contestatori ha comunque una spiegazione: a dover ripristinare la strada per Castelluccio non sono solo gli enti locali, Comune, Regione o Provincia. Una mano santa serve dall’Anas.

La paura dell’ennesimo scaricabarile collega gli agricoltori con i residenti di Castelluccio, ora deserta: «Il nostro mondo è a Castelluccio e se ce lo tolgono ci fa male al cuore, ci devono riaprire le strade e darci la possibilità di tornare a casa», dice Diego Testa che ha venti anni, un’età inusuale in una terra di molti anziani. In attesa di una soluzione, intanto sul Pian Grande prolifera la lenticchia selvatica, che nella sua anarchia naturale supera l’imponderabile volontà del terremoto. Anche in brodo”.

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