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Leonardo Da Vinci: trovati suoi discendenti: “Sono vivi”

FIRENZE – La famiglia del grande genio Leonardo Da Vinci non si è estinta: dopo una ricerca lunga 43 anni due studiosi sono risaliti fino ai suoi discendenti viventi. L’annuncio arriva dallo storico dell’arte, tra i massimi leonardisti, Alessandro Vezzosi, direttore del Museo ideale Leonardo Da Vinci. Ma per sapere chi sono bisognerà attendere giovedì prossimo, 14 aprile, il giorno prima del compleanno di Leonardo (564 anni). In occasione della conferenza Leonardo vive al teatro di Vinci (Firenze) assieme alla storica Agnese Sabato, Vezzosi presenterà i risultati di una ricerca multidisciplinare durata 43 anni e relativa agli antenati di Leonardo e ai discendenti diretti fino oggi, alcuni dei quali saranno anche presenti all’evento.

Il lavoro di una vita che ha portato Vezzosi e Sabato a rinvenire tracce e documenti fino in Francia e in Spagna: obiettivo ricostruire la genealogia di Leonardo e i luoghi di vita e di sepoltura dei suoi antenati e dei discendenti diretti di suo padre ser Piero. I due studiosi sono riusciti a individuare diversi luoghi dimenticati di sepolture dei discendenti attraverso i secoli, ma pure a identificare coi discendenti viventi. E nella Leonardo Dinasty, assicurano, “non mancherà la segnalazione di nomi sorprendenti”.

“Questo evento – spiega Vezzosi – illustra i risultati straordinari di una ricerca in progress che ha impegnato gran parte dei miei studi, dedicati all’opera e al mito, ai territori e all’attualità di Leonardo, compresa la storia della sua famiglia e la sua genealogia. Abbiamo deciso di condividere anzitutto con i cittadini di Vinci il piacere della scoperta di alcuni avi dimenticati di Leonardo e in particolare dei discendenti viventi, alcuni dei quali saranno presenti insieme a noi in teatro. Il nostro studio, poiché consente di identificare i discendenti viventi in linea diretta del padre di Leonardo fin dopo quindici generazioni, è inoltre importante per una ragione scientifica: offrirebbe anche la possibilità di risalire al Dna di Leonardo Da Vinci, ma questo sarà oggetto di un prossimo convegno internazionale con scienziati di biologia e antropologia, con i quali stiamo già collaborando”.

Ora che sono spuntati i pronipoti, si domanda il quotidiano Il Giornale, che ne sarà dell’eredità Da Vinci?

“visto che la Gioconda da sola vale 670 milioni di dollari e il Cenacolo conta trenta vistatori ogni quarto d’ora ogni giorno dell’anno? Marx lasciò alla figlia Eleanor e a chi dopo di lei 250 sterline, quasi 28.000 euro di oggi, Darwin 15 milioni, Dickens 8,5 milioni, il padre di Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle, possedeva tre milioni e mezzo di risparmi. Cosa si potrebbe pretendere quindi da chi ha inventato tutto? Meglio niente. Ovviamente si scherza. Come diceva William Hodding Carter II «ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali». Possibilmente senza fare Icaro”.