Blitz quotidiano
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Lezione coi profughi: genitori non mandano figli a scuola

TREVISO – C’è un paese in provincia di Treviso che si chiama proprio Paese. Qui, da venerdì 4 marzo, i bambini non vanno più a scuola perché i genitori hanno deciso di tenerli sotto chiave per protesta. Quando la preside della scuola media Casteller, Paola Rizzo, ha inviato loro una circolare che li informava dell’avvio di un nuovo ciclo di lezioni sul tema immigrazione è scattata una vera e propria rivolta.

A mandare le famiglie su tutte le furie sarebbe stata la scelta, oltre al tema delicato, di fare entrare a scuola due richiedenti asilo per ascoltare la loro testimonianza diretta. Oggi, venerdì 4 marzo, era prevista la prima lezione e così molte famiglie hanno deciso di tenere i ragazzini a casa.

L’iniziativa non è piaciuta neppure all’amministrazione comunale a guida Lega Nord, che è arrivata ai ferri corti con la preside. Già mercoledì l’asre Katia Uberti, travolta dalle proteste dei genitori allarmati, aveva invitato la direttrice scolastica a fare marcia indietro. Si tratta di una decisione delicata, ha sottolineato, che andava presa di comune accordo con le famiglie. Ma la preside Rizzo è andata avanti lo stesso.

“Qui siamo stati pesantemente toccati da alcuni episodi riguardanti profughi – ha argomentato l’asre Uberti – Non si può far finta di nulla, i titoli degli incontri sembrano quelli del progetto della Caritas per ospitare profughi nelle case…”