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Libia. Bonino, con intervento rischio guerra permanente

"Attacchiamo, non attacchiamo: la situazione sul territorio libico è maledettamente complicata e questo continuo vociare italiota non aiuta affatto". Lo afferma al Fatto quotidiano Emma Bonino, ex ministro degli Esteri, secondo cui "con l'intervento si rischia una guerra infinita".

ROMA – “Attacchiamo, non attacchiamo: la situazione sul territorio libico è maledettamente complicata e questo continuo vociare italiota non aiuta affatto”. Lo afferma al Fatto quotidiano Emma Bonino, ex ministro degli Esteri, secondo cui “con l’intervento si rischia una guerra infinita”.

“Le avventure militari intraprese più o meno con il nostro consenso non hanno mai portato a risultati positivi” ricorda Bonino secondo la quale non bisogna partire, e sul fatto che “forze speciali” di intelligence si stiano già muovendo osserva: “Il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa, ha messo un punto fermo mi pare e fortunatamente”.

”Ha parlato di accelerazioni giornalistiche e di una linea di prudenza chiara, spero sia così”. “Siamo lontani – avverte quindi Bonino – da un governo libico stabile e legittimato. Quel che è certo è che non bisogna ripetere gli errori del passato: un’eventuale operazione militare deve sostenere un progetto politico che adesso non vedo”.

Come si entra in un tale posto si deve fare in modo di lasciarlo con un’idea precisa. Spesso non è stato così. Dobbiamo mediare con al Sisi – aggiunge Bonino – per tenere sotto controllo il generale Haftar. Dividendo il Paese sarebbe guerra permanente”.