Blitz quotidiano
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Libia, Renzi: “Con me premier no missione, non è videogioco”

ROMA – “Con me premier l’Italia non va ad invadere la Libia. La guerra è una parola terribile. Non è in programma una missione militare italiana in Libia”. Lo assicura Matteo Renzi, ospite a DomenicaLive: “Con cinquemila uomini a fare l’invasione della Libia l’Italia con me presidente non ci va. Non è un videogioco”. Anche se poi precisa: “Se c’è la necessità di intervenire, l’Italia non si tira indietro”.

Il premier ha anche ricordato l’impegno italiano per la diga di Mosul, in Iraq: “L’Italia è un grandissimo Paese, ma non vuol dire che con superficialità si decide di inviare soldati”. In Libia, ha sottolineato Renzi, “la prima cosa da fare è un governo solido che abbia possibilità di chiedere lui stesso un eventuale intervento della comunità internazionale. Così da non rifare gli errori del passato”.

Italiani rapiti. La vicenda dei quattro italiani rapiti in Libia, due dei quali hanno perso la vita, è, dice il presidente del Consiglio, ancora da chiarire: “Dovremmo capire le responsabilità, perché i quattro” uomini poi rapiti “sono entrati in Libia quando c’era un esplicito divieto di entrarci da parte nostra. C’è stata un’operazione di intervento, probabilmente dei cantieri da visitare. È ancora da chiarire. La vicenda è molto delicata”. Il premier ha assicurato che “da parte nostra ci sarà tutto il sostegno necessario alle famiglie delle vittime e ai due” italiani rapiti in Libia “che sono rientrati e hanno saputo solo stamattina della sorte dei due colleghi”.

Utero in affitto. Sul caso Nichi Vendola Renzi non ha dubbi: “Quando nasce un bambino, è una cosa bellissima”. Ma poi ci sono altri problemi e “sono temi delicati”, dice il premier. “Sull’utero in affitto sono contrario, ma ci sono tanti aspetti, delicati, che vanno esaminati”.