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Libia. Usa: ”Spetta all’ Italia decidere il suo impegno”

ROMA – Libia, “spetta all’Italia decidere e definire i dettagli del suo impegno” nel Paese. Lo afferma in una nota l’ambasciata Usa a Roma precisando il senso dell‘intervista al Corriere della Sera dello scorso 4 marzo dell’ambasciatore John Phillips.

L’Ambasciatore, si legge nella nota, ha affermato: “Ho semplicemente detto che l’Italia ha pubblicamente indicato la sua volontà di inviare circa cinquemila soldati. Per quanto riguarda la preparazione e la tempistica, si tratta di decisioni che non sono state ancora prese”.

Nell’intervista rilasciata a Maurizio Caprara del Corriere della Sera, l’ambasciatore Phillips aveva detto:

“Stiamo lavorando accuratamente con l’Italia. La mancanza di un governo stabile ha reso la Libia un posto attraente per i terroristi. Non possiamo forzare un accordo, però si va verso un governo di unità nazionale che, sulla base della risoluzione dell’Onu, potrà domandare al vostro Paese e ad altri di andare a Tripoli per creare isole di stabilità e progredire da queste. La Libia è la maggiore priorità per voi ed è molto importante anche per noi. E importa che prendiate la guida dell’azione internazionale”.

E’ stato a quel punto dell’intervista che il diplomatico americano è arrivato a quantificare la forza militare che l’Italia, secondo lui, dovrebbe mettere in campo:

“L’Italia potrà fornire fino a circa cinquemila militari”.

Al contrario, gli Stati Uniti non paiono proprio intenzionati a mandare militari:

“Uno dei sostegni sarà l’intelligence, non abbiamo discusso di nostre truppe”.

Nell’intervista, poi, non è un mancato un riferimento alle intercettazioni rivelate dallo scandalo Wikileaks, che avrebbero coinvolto anche l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma riguardo alla convocazione alla farnesina, l’ambasciatore americano è stato molto…diplomatico:

“Conversazione amichevole. Circa Wikileaks la politica di Obama dal 2014 rese chiaro che verso Paesi alleati non raccogliamo quelle informazioni su capi di Stato, di governo e altri”.


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