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Licei e scuole superiori migliori d’Italia: Roma, Milano, Torino…

ROMA – Licei e scuole superiori migliori d’Italia: Roma, Milano, Torino… Come ormai ogni anno dal  2014, la Fondazione Agnelli fornisce le tabelle ragionate città per città con le classifiche dei migliori licei e istituti superiori d’Italia. Classifica basata su due criteri: i risultati universitari conseguiti dagli studenti usciti da quelle scuole, e le percentuali di occupazione, cioè di inserimento nel mondo del lavoro dei diplomati.

Attraverso il portale Eduscopio sono state scrutinate più di 4mila scuole e 700mila studenti. A Roma i migliori licei restano il Tasso e il Mamiani, a Milano il Parini e il Berchet (ma in Lombardia il paritario e cattolico Sacro Cuore), a Torino, a Torino il Cavour ecc… Basta cliccare qui per avere le tabelle della città desiderata (sul sito annunciano “ancora poche ore e ci siamo”).

Su Eduscopio.it si può quindi confrontare gli esiti delle scuole che si trovano nella sua zona e offrono il percorso di studi scelto. Sul sito è possibile anche accedere come insegnante, volendo cercare il rendimento dei diplomati dell’istituto.

Complessivamente, in eduscopio.it si trovano 1.561 istituti tecnici e professionali delle sette Regioni analizzate. Ai vertici di questa classifica, a Corsico (provincia di Milano) è l’istituto tecnico «Falcone-Righi»; mentre a Grugliasco (Torino), a primeggiare la classifica delle migliori scuole che preparano al mondo del lavoro è l’«Elio Vittorini». A Torino, dietro il «Vittorini» si posizionano il «Gobetti Marchesini- Casale – Arduino», e il «Sella-Aalto-Lagrange». A Milano, tra le prime posizioni anche il «Pietro Custodi»; «Gino Zappa» e «Pietro Verri». A Roma, dietro l’istituto paritario «Magnum», si piazzano l’«Aleramo», il «Charles Darwin» e il «Magellano». A Cagliari, e provincia, sono 4 gli istituti tecnici “eccellenti”: Pietro Martini, Primo Levi, Da Vinci-Besta, Grazia Deledda. (Claudio Tucci, Sole 24 Ore)

C’è invece un “dato preoccupante”, aggiunge Gavosto. E cioè il calo di iscritti all’università provenienti dagli istituti tecnici. “Sono scuole che raccolgono tradizionalmente un bacino d’utenza meno abbiente, ma qualche anno fa erano moltissimi gli studenti che approdavano all’università. Oggi c’è un consistente calo d’immatricolazioni: vuol dire che aumentano le famiglie che non possono mantenere i figli all’università. Una vera perdita di capitale umano”. (Maria Novella De Luca, La Repubblica)