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L’imam di Bergamo: “Le donne infedeli sono prede”

Zulkifal è uno degli undici terroristi a processo a Sassari con l’accusa di essere tra gli esponenti di spicco di una cellula di Al Qaeda che da Olbia organizzava stragi in Pakistan.

BERGAMO – “Le donne infedeli catturate nella jihad (guerra santa) sono delle prede e dunque i mujahidin (i combattenti) possono farne quello che vogliono”. A lanciare la “fatwa” contro le donne non musulmane è Hafiz Muhammad Zulkifal, 43 anni, imam e formatore coranico tra Bergamo e Brescia.

Zulkifal è uno degli undici terroristi a processo a Sassari con l’accusa di essere tra gli esponenti di spicco di una cellula di Al Qaeda che da Olbia organizzava stragi in Pakistan.

L’imam di Bergamo predicava e praticava la supremazia della sharia sulla legge secolare. In una intercettazione, infatti, si paragonava alle forze dell’ordine: “Faccio quello che fate voi! Fermate le persone che protestano con l’uso dei manganelli e cercate quelle persone che fanno dei lavori illegali. Anche noi facciamo la stessa cosa! Voi lavorate sotto le leggi dello Stato, mentre noi su quelle di Dio!”. E dopo aver ordinato e fatto eseguire l’omicidio di una coppia di connazionali, quasi certamente assassinati nel Bresciano nel 2011, aveva sostenuto “Abbiamo fatto una cosa santa per Dio e Dio ci ha protetti”.

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