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Lodi, il sindaco Uggetti “capace di intimidire testimoni”

ROMA  – Era “capace di intimidire i testimoni” Simone Uggetti, il sindaco Pd di Lodi arrestato martedì mattina perché accusato di aver pilotato l’appalto per la gestione delle piscine comunali scoperte, in via di aggiudicazione alla società Spoting Lodi. E’ quanto scrive il gip di Lodi Isabella Ciriaco nell’ordinanza di custodia cautelare.

Uggetti è stato eletto sindaco di Lodi il 10 giugno 2013 al ballottaggio con il 53,62% dei voti, entrando formalmente in carica dal giorno successivo. L’inchiesta della Procura di Lodi  è nata dalla denuncia di una funzionaria comunale incaricata di predisporre il bando di gara ritenuto pilotato. Da quanto è stato riferito, la donna si sarebbe lamentata di aver subito “pressioni indebite” da parte del primo cittadino per la stesura del bando che sarebbe stato ritagliato su misura per far vincere la società Sporting Lodi rappresentata dall’avvocato Cristiano Marini.

Come si legge nel capo di imputazione, tra l’altro, l’avvocato Marini è consigliere di Astem spa, società partecipata del Comune di Lodi, e anche consigliere di Sporting Lodi che si è aggiudicata l’appalto, secondo l’accusa, truccato. “Le intercettazioni – scrive il giudice – dimostrano l’esistenza di uno stretto legame tra gli indagati e un atteggiamento molto confidenziale e sciolto nel trattare della vicenda della gara, oltre che l’attenzione continuamente posta a riuscire a realizzare i loro intenti coprendoli da apparente regolarità, nel tentativo di distogliere l’attenzione e fugare le accuse di imparzialità e irregolarità insorse dopo la pubblicazione del bando e, ancor di più, all’esito ufficiale dell’aggiudicazione.

Un comportamento, da parte del sindaco e dell’avvocato che, secondo il gip, ha un fine “evidente”: “Rimuovere gli intralci che potevano derivare dall’esterno ai loro progetti, del tutto indifferenti e incuranti della condotta illecita e contra legem realizzata e protratta nel tempo”. In quest’ottica, si legge ancora nell’ordinanza, “veramente disarmante, quanto allarmante, appare l’atteggiamento del tutto disinvolto tenuto dagli indagati i quali, pur davanti alla consapevolezza di realizzare degli illeciti, manifestano apertamente il fastidio derivante da chi denuncia a gran voce le loro condotte nefaste e contrarie alla legge e al primario interesse pubblico”.

Il sindaco di Lodi Simone Uggetti puntava a “controllare direttamente ed esclusivamente” la gestione delle piscine comunali, ottenendo così “evidenti risvolti politici economici”. Secondo i pm di Lodi è questo il “movente” che avrebbe spinto l’esponente del Pd ad esercitare “pressioni” sul funzionario che doveva predisporre il bando di gara.

Così facendo il sindaco avrebbe ricavato “vantaggi per sé in termini di consenso politico elettorale e per la società aggiudicataria” e sarebbe divenuto “il gestore, in condizioni monopolistiche, di tutti gli impianti natatori comunali, acquisiti sostanzialmente senza alcuna concorrenza, con minimo dispendio economico e conseguenti evidenti risvolti positivi economici (negli anni precedenti gli impianti hanno fruttato nel periodo estivo oltre centomila euro di utile)”.


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