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Lorenzo Borghi confessa: “Ho ucciso mia madre, ci pensavo da tempo perché…”

ROMA – Una madre single, descritta nel quartiere come una pensionata colta e gentile. Un figlio universitario, ancora a carico, dal carattere un po’ chiuso. Un rapporto teso, sfociato con un brutale omicidio confessato dal ragazzo dopo qualche iniziale resistenza. Lorenzo Borghi ha confessato di aver ucciso la madre Paola, 63 anni, perché lei non voleva rivelargli chi fosse il padre. Un legame stretto e complesso quello tra questa madre e questo figlio che, forse, non ha ucciso d’impeto. Di sicuro ha, con notevole freddezza, cercato di comporre la messinscena che davanti agli inquirenti è però durata lo spazio di qualche ora.

“Mamma aveva perso le chiavi di casa giorni fa, qualcuno è entrato per rubare e poi l’ha uccisa”. Paola è morta soffocata: l’hanno trovata, all’alba di mercoledì, nel letto, con una molletta dei panni stretta sul naso e un cuscino in faccia. Ha retto qualche ora Lorenzo, ma troppe cose non tornavano: la porta di casa era chiusa regolarmente dall’interno, nessun segno di scasso o di violenza sul corpo. Paola non si è difesa, forse perché dormiva o forse perché da un figlio tutto si aspettava tranne che di essere uccisa.

“L’ho uccisa perché non voleva rivelarmi chi è mio padre”. Il ragazzo, arrestato dalla polizia nel primo pomeriggio, avrebbe detto di nutrire da anni un “profondo astio” nei confronti della madre per questo motivo.

“Ho pensato più volte di uccidere mia madre”. Paola Borghi aveva lavorato in una Asl capitolina. Impegnata politicamente a sinistra è descritta dagli abitanti del quartiere, dove era molto conosciuta, come una donna “discreta e molto colta”. Aveva una pagina Facebook dalla quale si notano poche foto. In una di queste è parte di una comitiva di coetanei probabilmente riuniti per una gita culturale. Tra i visti di tanti sessantenni stona quello giovane del figlio, taggato con lei nella foto.

 


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