Blitz quotidiano
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Lotteria Italia, vincere e dimenticare biglietto.. lo fanno!

ROMA – Domani 6 gennaio è il giorno dell’estrazione della Lotteria Italia, un “gioco” che mette in palio oltre 15 milioni di euro di premi e per cui, a ieri, sono stati venduti oltre 8,7 milioni di biglietti. Il sogno, manco a dirlo, è quello di svegliarsi milionari. Magari con in tasca quel biglietto vincente che può cambiarti la vita.

Alla lotteria, di certo, non si gioca per partecipare. Eppure, come racconta su La Stampa Lorenza Castagneri, in tanti (tantissimi) comprano i biglietti, vincono e poi non ritirano il premio. Vale per piccole vincite, i cosiddetti premi di consolazione (si parla comunque di cifre attorno ai 50mila euro che tendono a fare comodo) e vale, incredibilmente, anche per le vincite top. Nel 2009, per esempio, il primo premio della Lotteria Italia, venduto a Roma, non fu mai ritirato. Soldi persi perché il sistema delle Lotterie funziona così: dopo 180 giorni, se non si è ritirato il biglietto, addio vincita. I soldi non si ritirano più.

Ma come è possibile non ritirare un premio vinto? Alcuni smarriscono i biglietti. Altri li comprano e poi non controllano mai. Eppure oggi è facile, basta un’occhiata al web. Non è stato così per tante persone visto che, stime ufficiali, dal 2002 a oggi, i premi non ritirati ammontano al totale pazzesco di 23 milioni di euro. Una manna per chi le lotterie organizza.

Scrive Castagneri:

Che cosa è accaduto al proprietario. Lo ha perso? E’ deceduto? Chissà. Sta di fatto che, per l’edizione successiva, vennero istituiti due primi premi, del medesimo ammontare. Non era mai accaduto. Per gli importi non riscossi, infatti, non è prevista l’estrazione di un secondo biglietto vincente. Il denaro resta nei forzieri dei Monopoli, a disposizione per i futuri concorsi.

Va detto che, nel 2015, il numero degli smemorati è diminuito. Quando il 9 luglio è scaduto il termine di 180 giorni per ritirare i premi dell’edizione passata della Lotteria Italia, le vincite non pagate ammontavano a 856mila euro. «E tra di esse non c’era nessuno dei sei primi premi, da 5 milioni a 250mila euro», racconta Paolo Giannace, di Agipro News, agenzia che analizza dati e tendenze del mondo dei giochi e delle scommesse. Nel 2014, invece, erano rimasti all’Erario quasi due milioni, tra cui il quarto premio da un milione di euro, finito all’Aquila e mai reclamato. A questo si aggiunsero sei premi da 60mila e diciannove da 20mila.