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Luca Varani scelto da Manuel Foffo e Marc Prato dopo casting

ROMA –  Un macabro casting tra sms e inviti per scegliere la vittima. Marco Prato e Manuel Foffo, i due arrestati per l’omicidio di Luca Varani, secondo la procura di Roma avrebbero individuato così la loro vittima. L’ipotesi investigativa, sulla quale si stanno muovendo gli inquirenti in seguito a numerose audizioni di testimoni, potrebbe dunque far aprire la strada della premeditazione da parte dei due presunti omicidi che, tra mercoledì 2 marzo ed il giorno dell’omicidio – secondo la Procura – avrebbero invitato almeno due persone: Giacomo e Alex. Al primo, secondo quanto accertato, somministrarono del sonnifero mentre al secondo offrirono una bevanda alcolica e cocaina che però Alex rifiutò perché preferiva bere birra.

Intanto nei prossimi giorni i magistrati di Piazzale Clodio torneranno ad interrogare Marco Prato per cercare di ottenere un racconto circostanziato o, forse, una confessione piena. Il pm Francesco Scavo si recherà nel carcere di Regina Coeli per svolgere l’atto istruttorio. Davanti al gip Riccardo Amoroso, Prato, riferendosi a se stesso utilizzando il femminile, ha fornito una sua versione di quanto avvenuto nell’appartamento al Collatino in cui, di fatto, il ruolo ‘guida’ è ritagliato sul solo Foffo e in cui lui appare come un mero esecutore della volontà omicida del suo amico.

I pm vogliono, invece, porre dei paletti e definire il quadro delle responsabilità dei due. Prato già con il gip ha effettuato una sorta di excursus sulla sua omosessualità non nascondendo i problematici rapporti con i genitori. Questi e i traumi forse legati all’orientamento appaiono oggi come un minimo comune denominatore tra i due massacratori del Collatino. Lo stesso Foffo ha dichiarato al pm che il ‘motore’ della sua azione omicidiaria è forse legato alla sua volontà di volere uccidere il padre.

Intanto lunedì i consulenti nominati dal gip hanno effettuato il prelievo del sangue per Foffo nell’ambito dell’incidente probatorio, che potrebbe incominciare mercoledì, chiesto dall’avvocato difensore per stabilire la quantità delle sostanze stupefacenti assunte dal giovane prima di uccidere Varani.  Gli inquirenti continuano a lavorare sulle testimonianze, circa una ventina, raccolte in questi giorni. E sentiranno nuovamente anche i parenti dei due arrestati. Chi indaga vuole chiarire le circostanze per le quali Varani, la mattina dello scorso 4 marzo, ha raggiunto Prato e Foffo in quell’appartamento. Non è escluso che, quella mattina, Varani fosse stato contattato più volte da Prato sul suo telefono cellulare, prima di accettare l’invito. Il telefono di Varani, gettato in un cassonetto da Foffo e Prato dopo l’assassinio, non è mai stato ritrovato e gli inquirenti sono in attesa dei tabulati telefonici. Gli investigatori acquisiranno anche i video presenti sul cellulare di Prato, in particolare il filmino del rapporto avvenuto tra i due la notte dell’ultimo Capodanno.

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