Blitz quotidiano
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Luca Varani, testimone: “Andai da Foffo e Prato, dissero…”

ROMA – “Hanno offerto anche a me alcol e cocaina, a quest’ora potevo essere al posto di Luca”. Arriva da un testimone, Alex, 34 anni, la conferma che lo scellerato piano di Marco Prato e Manuel Foffo era quello di “fare del male” a qualcuno. Le parole di teste, che nella casa dell’orrore al Collatino c’è stato per una manciata di ore giovedì 3 marzo, hanno analogie inquietanti con la confessione resa da Foffo domenica scorsa, quando l’universitario ha raccontato agli inquirenti le ultime drammatiche ore di Luca Varani.

“Non ho accettato quella bevanda – ha raccontato agli inquirenti il teste, 34enne italiano – solo perché a me non piacciono i superalcolici e preferisco la birra. E ho rifiutato anche la cocaina”. L’uomo fornisce elementi importanti su quale fosse lo stato psicofisico di Foffo e Prato a poche ore dal tragico omicidio. “Erano fuori di testa – ha aggiunto il testimone, un pugile dilettante – Mi hanno offerto a più riprese anche della cocaina ma io ho sempre rifiutato”. In base al suo racconto, è stato il padrone di casa ad invitarlo con una telefonata intorno alle 5 del mattino di giovedì scorso.

“Vieni qui, mi hanno detto. Ho preso un taxi e sono arrivato in via Igino Giordani”, ha aggiunto. I due non erano travestiti da donna, ma il teste ha notato una parrucca rosa nell’appartamento che però nelle ore in cui lui era lì nessuno ha indossato. “Prima di andare via intorno alle 8,30 – ha concluso davanti ai pm spiegando di non avere fatto con i due – ho sentito Prato rivolgersi a Foffo e dire ‘tanto con lui non dovevamo fare nulla’“. Una frase che, alla luce del terribile omicidio, ora suona macabra: forse il pugile era stato scelto come potenziale vittima ma non essendo caduto nella trappola è stato lasciato andare. La telefonata a Varani è del giorno dopo, venerdì mattina.

 

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