Blitz quotidiano
powered by aruba

Lucca, bulle minacciano ragazzina: il padre interviene, caos fuori scuola

LUCCA – Una ragazzina è stata presa di mira da un gruppo di bulle della sua scuola e minacciata davanti alla madre. Le ragazzine hanno minacciato la giovane coetanea all’uscita da scuola, incuranti della presenza della donna, che a sua volta è diventata vittima delle compagne di scuola della figlia. Impaurita, la donna ha chiamato il marito, che è intervenuto in difesa della figlia e fuori dall’istituto a Lucca è scoppiato il caos e la polizia è intervenuta per sedare gli animi.

Gianni Parrini sul quotidiano Il Tirreno scrive che sabato 1° ottobre la ragazzina stava entrando a scuola accompagnata dalla madre, affinché la proteggesse da quel gruppo di compagne che avevano già dimostrato in altre occasioni comportamenti di bullismo. Le ragazzine però hanno continuato a minacciarla e aggredirla verbalmente, fino a quando non è arrivato il padre e ha preso le difese della figlia:

“Da alcuni giorni un gruppetto di ragazze di 15-16 anni, tutte lucchesi, ha preso di mira una coetanea, anche lei lucchese ma la cui famiglia è di origini straniere. I motivi sono apparentemente futili: «So che hai parlato male di me, ora regoliamo i conti». Non è da escludere che in mezzo ci siano questioni di “fidanzatini”. Fatto sta che la ragazza ha preso sul serio queste intimidazioni e ne ha parlato ai familiari. Sabato mattina il padre si è presentato alla caserma dei carabinieri per segnalare che la figlia era stata minacciata da un gruppetto di coetanee. Un modo per informare le forze dell’ordine e magari ricevere consiglio: ma nessuna denuncia è stata presentata”.

La giovane, intimorita dalle bulle, ha chiesto ai genitori di andarla a prendere a scuola, temendo i loro comportamenti. E’ stato allora che le coetanee l’hanno circondata, in dieci contro la loro vittima e solo una sua amica a darle auto. La madre ha assistito alla scena e così le ragazzine hanno minacciato anche lei, tanto che alla fine madre e figlia hanno chiamato in soccorso l’uomo, che ha lasciato il posto di lavoro per correre in loro aiuto:

“Qui ha avuto un acceso diverbio con le ragazzine che molestavano la figlia. Pare sia volata anche qualche parola di troppo, almeno così raccontano alcuni testimoni. L’uomo ha chiamato anche una volante della polizia che, intervenuta sul posto, ha raccolto le testimonianze di entrambe le parti.

«Cosa dovevo fare? – dice il padre della ragazza – Mia figlia è stata aggredita e la presenza di mia moglie non è servita a calmare gli animi. Non so più come comportarmi: ho parlato con la vicepreside dell’istituto, ma trattandosi di episodi avvenuti fuori dalle mura scolastiche dice che non può intervenire. Io mi ero già rivolto ai carabinieri e ora andrò a fare denuncia alla polizia»”.

Gli atti di bullismo e intimidazioni a scuola sono un caso grave e da non sottovalutare. In tutta questa situazione la ragazzina spiega il suo punto di vista e anche se per ora non sono state presentate denunce, il timore che le bulle possano passare dalle parole ai fatti con la loro vittima è alto:

“«Dicono che ho messo in giro delle voci e vogliono vendicarsi. Picchiata? No, per ora no…»”.


PER SAPERNE DI PIU'