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Lucca, Il Giornale: immigrati scioperano “Troppe croci”. Il Tirreno: nessuno sciopero

TORRE DEL LAGO, LUCCA – Un gruppo di immigrati ospitato a Torre del Lago avrebbe inscenato uno sciopero per le “troppe croci”. I migranti non volevano fare le pulizie al cimitero, in mezzo ai simboli cristiani: ci sarebbero state “troppe croci” intorno a loro. Questa la notizia così come è apparsa sul Giornale e – in una versione diversa – sul Corriere Fiorentino, che non parla di sciopero riportando che i protagonisti erano cinque senegalesi e non un gruppo di pachistani. Sul Giornale si legge:

Un gruppo di profughi pachistani, ospiti di una cittadina in provincia di Lucca, ha incrociato le braccia in segno di protesta contro i troppi simboli religiosi presenti al camposanto in cui sono impiegati Profughi in protesta per i troppi simboli cristiani. Il gruppo di immigrati pachistani, accolti e ospitati in una struttura a Torre del Lago (Lucca), ha incrociato le braccia perché nel cimitero dove lavorano ci sono – ovviamente – troppe croci, angeli e statue di Santi che li infastidiscono. Gli stranieri, protagonisti di questa assurda protesta, dopo essere arrivati in Italia, sono stati subito impiegati nei lavori di manutenzione del cimitero della frazione pucciniana. Un progetto che sembrava funzionare fino a ventiquattr’ore fa. Gli immigrati hanno deciso di ammutinarsi. Il motivo? I troppi simboli cristiani presenti nel camposanto. E quindi cosa si fa? La risposta è semplice: niente. Si aspetta che qualcuno dia nuove mansioni.

Il Tirreno invece dice che non c’è stato nessuno sciopero, e che non si tratta di un gruppo di pachistani, ma di cinque senegalesi, che in seguito alla loro richiesta sono stati subito mandati a lavorare da un’altra parte:

In effetti qualcosa di simile è accaduto – una settimana fa – ma non nei termini con i quali è stato riportato su internet: i cinque ragazzi africani erano stati mandati a fare i lavori di pulizia dentro al cimitero di Torre del Lago. Rientrano infatti in un progetto di integrazione e di lavori socialmente utili. Al loro ritorno dalla prima giornata hanno chiesto ai responsabili della Misericordia di poter essere mandati da un’altra parte: «Lo hanno fatto educatamente – spiega Paolo Gragnani, presidente della Misericordia di Torre del Lago – Non volevano smettere di lavorare ma solo di farlo in un’altra zona: le croci e i simboli cristiani gli provocavano turbamento, si sentivano a disagio e noi li abbiamo accontentati. Di lavori da fare ne abbiamo in abbondanza».

Nessun ammutinamento dunque da parte dei cinque senegalesi ma solo la richiesta di potersi occupare di altro. La notizia, per come si è diffusa via internet in questi giorni, suonava diversamente: si parlava appunto di “sciopero degli immigrati”. I richiedenti asilo, infastiditi dai troppi simboli cristiani, avrebbero deciso di appendere gli attrezzi al chiodo e si sarebbero rifiutati di proseguire con tanto di cartelli di protesta.

«La notizia è totalmente falsata – dice Gragnani – Non c’è stato nessun rifiuto né alcuna acredine. Loro hanno fatto una normale richiesta, che sarebbe potuta arrivare anche da un cristiano e noi li abbiamo accontentati e mandati a lavorare altrove. Mi sono stupito che la cosa sia venuta fuori adesso».
Gragnani ieri è stato invaso dalle chiamate alle quali ha dovuto smentire tutto e difendere “i suoi ragazzi” che lui definisce “per bene”. «Ci hanno aiutato sempre in tutto: a pulire i parcheggi, a montare gli stand. Si sono occupati delle aiuole e di molte altre cose. Non si sono sottratti al lavoro – continua il presidente – hanno dimostrato volontà nell’integrarsi e stanno prendendo lezioni di italiano. Io non posso che parlare bene di loro». Gragnani ha informato della vicenda il viceprefetto di Lucca.

 


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