Blitz quotidiano
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Ludopatia, mamma vende giocattoli dei figli per trovare i soldi per le slot

PESCARA – Una mamma che vende i vestiti e i giocattoli dei figli per trovare i soldi da giocare alle slot machine. C’è anche lei tra i 1.500 giocatori patologici di Pescara. Lei come quel marito che, per nascondere alla moglie il fatto di essersi giocato tutti i risparmi, le dice di aver comprato un attico. O come un altro giocatore che ha visto evaporare 400mila euro al gratta e vinci. Sono le storie di drammatica e ormai ordinaria ludopatia raccontate da Alessandra Di Filippo sul Mattino.

Storie non di persone particolari, con particolari problemi, ma di imprenditori, pensionati, casalinghe, ragazzi (anche molto giovani). Alcuni di loro, una volta toccato il fondo, hanno chiesto aiuto al Serd, il Servizio per le dipendenze della Asl, che da tempo lotta per prevenire e curare chi soffre di quella che, complice la crisi, sta diventando una malattia sempre più diffusa, che fa dell‘Italia il primo Paese per giocate in Europa e il terzo al mondo, dopo Stati Uniti e Giappone. E che vede un record in Abruzzo: Pescara, infatti, è tra le prime città in Italia per giocate pro capite, con 1.500 euro a testa.

«Si tratta di una vera e propria malattia – ha spiegato al Mattino Moreno Di Pietrantonio, responsabile dell’apposito servizio istituito presso il Serd – che attraversa tutti gli strati sociali. C’è comunque un sensibile aumento di persone che chiedono aiuto. Attualmente sono 150 quelle in cura. Ciò che noi teniamo a sottolineare è che da questa problematica, che spesso diventa una tragedia per tante famiglie, si può guarire. Il Serd e la Asl sono a disposizione. Il servizio è totalmente gratuito. Basta una telefonata, non c’è bisogno di rivolgersi al cup e non si paga ticket”.

 

 


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