Cronaca Italia

Luis Durnwalder assolto anche in appello per i fondi riservati

Luis Durnwalder assolto anche in appello per i fondi riservati

Luis Durnwalder assolto anche in appello per i fondi riservati

BOLZANO – Luis Durnwalder assolto anche in appello al processo per le cosiddette “spese riservate”. L’ex governatore Svp di Bolzano, che era accusato di peculato e finanziamento illecito ai partiti per la gestione del suo fondo di rappresentanza, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato. Per la Corte d’Appello di Bolzano vi sarebbe insufficienza di prove sul dolo.

Dopo che Durnwalder era stato assolto in primo grado, la Procura aveva fatto appello e il pm Donatella Marchesini aveva chiesto una condanna a due anni e sei mesi. Durnwalder ha sempre respinto ogni accusa, protestando l’assoluta legalità del suo operato. Ha sostenuto di non aver mai incassato soldi per interesse personale e di aver sempre agito alla luce del sole pensando di essere pienamente legittimato ad utilizzare i fondi messi a sua disposizione anche in una forma poco protocollare, cioè senza obbligo di rendicontazione. E i giudici hanno accolto la tesi della difesa che puntava a dimostrare proprio la mancanza di dolo da parte dell’ex presidente.

Conversando con i cronisti dopo la sentenza, Durnwalder ha svelato: “Di recente mi hanno chiesto di candidarmi come sindaco di Cortina d’Ampezzo, ma ho detto no”. “Di certo – ha aggiunto – non ho lasciato la politica per poi ritornarci, anche perché ormai ho 76 anni”. Durnwalder ha ricordato di aver lavorato come presidente della Provincia autonoma di Bolzano “17-18 ore al giorno”. “Ho pagato il mio impegno politico con la salute, subendo un infarto, ma anche con la vita privata. La mia ex moglie mi accusava infatti di essere sposato con la politica”.

San raffaele

In serata ha poi aggiunto: “Sono convinto che il 90% degli altoatesini è con me. Oggi sono stato fermato per strada da molti cittadini, soprattutto di lingua italiana, che si sono complimentati con me per il fatto che finalmente è stata fatta giustizia”.

“E’ davvero brutto finire sul banco degli imputati dopo oltre 40 anni che ho lavorato giorno e notte per questa Provincia”. “Come presidente ho sempre rispettato la legge. Ho comunque agito non solo guardando le lettere, ma ascoltando anche il cuore. Sarebbe triste se l’uomo contasse meno delle lettere”, ha ribadito. “Ero comunque preoccupato, perché non puoi mai sapere come decidono i giudici”, ha detto rivelando che, verso la fine del suo mandato politico, c’era chi l’aveva messo in guardia sul fatto che sarebbe stato preso di mira.

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