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Il gup Daniela Troja riconosce, per la prima volta in una sentenza, ”l’attendibilita’ intrinseca” e la ”credibilita’ soggettiva”’ del pentito di mafia Gaspare Spatuzza. Le motivazioni riguardano la condanna a 30 anni di carcere di tre imputati (Benedetto Capizzi, Cosimo lo Nigro e Cristofaro Cannella) nel processo per l’uccisione di Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore Santino assassinato a 13 anni nel ’93.
A Spatuzza era stata negata la protezione perche’ aveva parlato di stragi e rapporti tra mafia e politica oltre i 180 giorni previsti dalla legge. ”Le dichiarazioni rese dal pentito – scrive il giudice come riporta il Giornale di Sicilia – appaiono dotate del requisito dell’attendibilita’, essendo sicuramente spontanee e sostanzialmente coerenti”.
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