Cronaca Italia

Maltempo. Ischia isolata, nave incagliata a Livorno: e aumentano le verdure

ROMA – L’ondata di maltempo che ha investito l’Italia paralizza il paese. Le isole di Ischia e Procida, in Campania, sono rimaste isolate dopo che tutti i collegamenti via mare sono stati sospesi.  A Livorno invece un mercantile si è incagliato sotto costa proprio davanti al litorale a causa delle forti raffiche di vento, che ha raggiunto anche i 20 nodi di intensità. E intanto le coltivazioni di ortaggi e frutta pagano il pegno del gelo improvviso: i raccolti sono andati distrutti e la conseguenza diretta è un rincaro degli ortaggi, con i prezzi che salgono del 200 percento. I fagiolini, ad esempio, sono arrivati al prezzo di 6 euro al chilo, mentre le zucchine sono vendute addirittura a 8 euro al chilo.

L’arrivo del gelo, con temperature sotto zero in gran parte del Paese, ha portato maltempo e neve e le conseguenze sono molte. Scuole chiuse per il grande freddo, danni e disagi per la viabilità e per i collegamenti delle isole con la terraferma. Accade allora che tutte le corse via mare per Isola e Procida da Napoli nella giornata del 13 gennaio sono state sospese e le località sono rimaste isolate.

Non va meglio a Livorno, in Toscana, dove un mercantile lungo 128 metri è andato fuori rotta per via delle forti raffiche di vento e il mare agitato, incagliandosi proprio sotto costa sul fondale roccioso a poche decine di metri dalla riva. Disagi per il forte vento di Libeccio anche all’interno del porto dove il grande traghetto Metis Leader della Nyk al terminal Sintermar ha rotto gli ormeggi e ora è intraversato. Il forte vento ha anche abbattuto un semaforo lungo il tratto urbano dell’Aurelia.

E i danni di questa ondata di maltempo si vedono anche al supermercato, dove il prezzo degli ortaggi è salito con rincari fino al 200%, come scrive Daniela Lanni sul quotidiano La Stampa:

San raffaele

“Alcuni esempi: fagiolini venduti a 6 euro al chilo, zucchine dai 5 agli 8 euro (a seconda della qualità e della provenienza), bietole e melanzane a 5 euro. Raddoppiati anche i listini di lattuga e pomodori datterino. Un caro-prezzi da attribuire alla neve e al gelo che ha colpito il Centro-Sud e che ha provocato un taglio del 25 per cento della produzione. Risultato? Poca scelta e prezzi alti”.

Un problema sia per agricoltori, che si trovano con i raccolti dimezzati, che per i consumatori, come evidenziato dal rapporto della Coldiretti. Secondo il rapporto divulgato dall’Ansa, in quantità ridotte risultano bietole, spinaci, lattuga, cavoli, finocchi, carciofi, zucchine e rape, con inevitabili riflessi sui prezzi di vendita che mediamente triplicano dal campo alla tavola. Occhio però alle speculazioni per mele, pere e kiwi già raccolti con rincari non giustificabili.

Secondo la Coldiretti occorre vigilare che non vengano spacciati prodotti stranieri come nazionali per giustificare aumenti non dovuti e per fare acquisti di qualità al giusto prezzo. Tra Puglia, la regione più colpita, Basilicata, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia e Calabria sono almeno diecimila le aziende in difficoltà per il maltempo.

In Puglia il danno accertato supera al momento i 110 milioni di euro, tra clementine e arance gelate e la perdita del 30% della produzione di latte. In Sicilia al danno per le produzioni orticole si aggiunge la speculazione sul costo del foraggio, dove una balla di fieno è passata da 2 a 6 euro. In Calabria, neve e gelo hanno distrutto centinaia di ettari di frutta pronta per la raccolta e ora si teme per la filiera del bergamotto oltre che per gli ortaggi invernali.

Colpito anche il Lazio dove sono andate distrutte produzioni specializzate come i broccoletti da Anguillara e decimati finocchi, carciofi e cavoli e l’Abruzzo anche per i problemi di viabilità che ostacolano la consegna delle produzioni che si sono salvate. In Molise la perdita dei raccolti è di oltre il 50%, mentre in Basilicata sono centinaia le aziende che hanno perso tutti gli ortaggi prossimi alla raccolta. Nelle Marche, infine, le coltivazioni di finocchi sono state bruciate dal gelo, con cali di produzioni fino al 100%.

(Foto Ansa)

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