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San Vito al Tagliamento, mamma con niqab in Comune. Il sindaco Pd sospende la seduta

PORDENONE – Una donna musulmana si è presentata in Comune con indosso il niqab ed è scoppiato il panico. E’ accaduto mercoledì 19 ottobre a San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, dove era in corso una seduta del Consiglio comunale dei ragazzi, iniziativa che dà voce ai cittadini più giovani e favorisce la collaborazione attiva tra scuole e amministrazione comunale. La donna stava assistendo alla seduta, in quanto mamma di uno dei piccoli consiglieri. Ma quel velo integrale che non consentiva di identificarla ha scatenato non poche tensioni. E’ stata invitata a lasciare la sala poiché si è rifiutata di farsi riconoscere. Ma una volta identificata dalla polizia locale, è ritornata in aula, chiedendo la parola. A quel punto il sindaco Pd, Antonio Di Bisceglie, si è visto costretto ad interrompere la seduta, per non esacerbare i toni.

“Non mi sembrava il caso – ha detto il primo cittadino- di proseguire con quel tipo di tensione di fronte ai ragazzi. Ho cercato ripetutamente di utilizzare toni concilianti, ma la signora non ha voluto sentire ragioni. Sono dispiaciuto, perché è fondamentale che i genitori diano il corretto esempio ai loro figli. Anche la dirigente scolastica, che è intervenuta, ha detto che è necessario il rispetto delle regole democratiche”.

La donna, identificata dalla polizia locale, è di origini albanesi e abita a San Vito da svariato tempo. Uno dei suoi figli è stato eletto nel Consiglio dei ragazzi e dunque si trovava in municipio in veste di accompagnatrice. Il sindaco, che stava introducendo i lavori della seduta con un saluto, l’ha notata e le ha subito chiesto di rendersi riconoscibile. Al rifiuto di lei, ha chiesto che abbandonasse l’aula. E non poteva fare altrimenti, essendo in vigore un regolamento che vieta di entrare negli edifici pubblici a volto coperto.

Ma la donna, che è conosciuta in paese dove gira spesso col niqab, non voleva sentire ragioni. Alle scuole medie Amalteo Tommaseo, dove sono iscritti i figli è anche rappresentante di classe e all’interno della scuola il suo abbigliamento è sempre stato tollerato. Alla fine il sindaco la fa accomodare fuori, ma quella riesce a divincolarsi e torna in aula, andandosi a sedere direttamente in prima fila. A quel punto il primo cittadino, per non ricorrere ad un accompagnamento forzato, ha preferito sospendere la seduta.

La Lega Nord plaude al gesto, mentre Fratelli d’Italia con il consigliere Iacopo Chiaruttini si domanda, cosa sarebbe accaduto se la stessa decisione fosse stata presa da un sindaco di centrodestra?