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Mamma contro bullo del figlio: a processo per minacce

PORDENONE – Figlio preso a botte da un bullo, la madre chiede al compagno di rimuovere il video del pestaggio pubblicato su Facebook: a processo per minacce. E’ quando accaduto ad una donna di Pordenone, spiega Il Gazzettino, donna colpevole di aver reagito alle violenze subite dal figlio, all’epoca dei fatti dodicenne, nel 2011. Calci e sputi da alcuni compagni di classe, aggressioni filmate e postate su Facebook. E la scuola sapeva.

Quella donna adesso è a processo per violenza privata. Quando venne a sapere del video che ritraeva l’umiliante pestaggio del figlio dodicenne chiamò il bullo. Voleva parlare con i suoi genitori, ma questi non erano in casa. Così si rivolse direttamente al ragazzino. E qui le versioni divergono. Secondo l’accusa la donna avrebbe minacciato il ragazzino: “Se non mi mandi quel video e non lo togli da Facebook ti faccio picchiare dal padre di mio figlio”. Ma lei sostiene di aver solo chiesto di rimuovere il video. E il ragazzino, oggi diciassettenne, nega di essere stato minacciato.

Ecco la vicenda ricostruita dal Gazzettino:

“I genitori del ragazzino non le hanno perdonato quella telefonata ed è partita la denuncia. La vicenda nel 2011 era stata resa pubblica dalla madre oggi imputata. Aveva denunciato tre episodi: il 26 gennaio il figlio di 12 anni fu picchiato nel cortile della scuola a ricreazione; il 28 fu affrontato in via Marsure al termine delle lezioni; il 4 febbraio il pestaggio più grave, quello ripreso con un telefonino e poi finito su Facebook. La donna tentò di accendere i riflettori sulle violenze patite dal figlio, ma la scuola negò episodi di bullismo e lei si ritrovò contro la maggior parte dei genitori. I bulli, tutti dodicenni, non erano imputabili e non ci furono conseguenze penali. La donna avviò allora una causa civile chiedendo un risarcimento, ma senza fortuna in primo grado. A scoprire il video pubblicato su Facebook fu la sorella della vittima: le immagini mostravano il fratello preso a calci, sputi e insultato dai compagni di classe. Quella sera la madre chiese al figlio spiegazioni, ma lui si chiuse nel silenzio. Allora gli chiese di telefonare all’amico che aveva postato il video e se lo fece passare. Voleva parlare con i suoi genitori, ma non erano in casa e così chiese di inviargli subito il video e di toglierlo da Facebook.

L’imputata nega di averlo minacciato e per dimostrarlo sta affrontando il processo, che si sta celebrando davanti al giudice Giorgio Cozzarini. Ieri sono sfilati i testimoni chiave, che adesso hanno 17 anni. Sono gli ex bulli. Alcune dichiarazioni rese dai ragazzi in aula sono contradditorie, ma hanno inaspettatamente confermato che la scuola sapeva dei pestaggi.

(…) Il giudice ha voluto sapere se gli insegnanti ne erano a conoscenza. «Sì, ne abbiamo parlato con i prof – ha riferito il diciassettenne – e poi abbiamo pensato di togliere il video del pestaggio da Facebook». «La scuola – ha spiegato l’avvocato Anna Micossi, che difende la mamma – all’epoca aveva negato gli episodi di bullismo. Per la prima volta sono stati confermati. Peraltro il ragazzino a cui la mamma aveva chiesto di togliere il video da Facebook ha riferito di non essere stato minacciato». L’udienza è stata aggiornata a luglio”.


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