Cronaca Italia

Mamma tenta di uccidere la figlia con psicofarmaci nel biberon in ospedale

Mamma tenta di uccidere la figlia con psicofarmaci nel biberon in ospedale

Mamma tenta di uccidere la figlia con psicofarmaci nel biberon in ospedale

ROMA – Ha messo degli psicofarmaci nel biberon della figlia di 3 anni causandole un arresto cardiorespiratorio. La mamma voleva uccidere la figlia somministrandole delle benzodiazepine proprio mentre la piccola era ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma per problemi fisici. Due i tentativi della donna, originaria di Napoli, di avvelenare la sua bimba e il movente sarebbe attirare l’attenzione del marito, con cui da tempo era in crisi. Alla donna era già stata tolta la patria podestà e ora gli investigatori sospettano che possa aver avuto comportamenti simili anche con la sorellina della bimba.

La donna ha tentato di avvelenare la sua bimba in almeno due episodi: uno il 4 e l’altro il 19 dicembre, proprio mentre la piccola era ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Proprio grazie al tempestivo intervento dei medici, la bambina è stata salvata e ora è fuori pericolo e in buoni condizioni. Proprio l’ospedale, un una nota, ha dichiarato:

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“La piccola era ricoverata per approfondimenti diagnostici in seguito a una condizione clinica apparentemente molto complessa. Durante il suo ricovero si sono manifestati 2 arresti cardiocircolatori. Le condizioni cliniche hanno indotto i sanitari a verificare la presenza di sostanze tossiche nelle urine. La presenza nelle urine di sostanze psicotrope ha obbligato i medici a segnalare il caso alle autorità giudiziaria”.

E’ stato così che sono iniziate le indagini, che hanno portato all’arresto della donna con l’accusa di tentato omicidio della figlia di tre anni. Nei confronti della donna però era in atto un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, adottato alla luce dei riscontri acquisiti dal Tribunale per i Minorenni di Napoli, che aveva disposto il divieto di avvicinamento di entrambi i genitori alla bambina ricoverata e alle due sorelline più piccole, che sono state affidate ai servizi sociali partenopei. Inoltre le autorità sospettano che la donna possa aver tentato di fare qualcosa di simile con l’altra figlia di un anno mentre era ricoverata all’ospedale Santo Bono di Napoli. L’episodio risale allo scorso anno.

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