Cronaca Italia

Manuel Foffo e Marc Prato: “Dormimmo col cadavere di Luca”

Manuel Foffo e Marc Prato: "Dormimmo col cadavere di Luca"

Manuel Foffo e Marc Prato: “Dormimmo col cadavere di Luca” (nella foto Ansa, Luca Varani)

ROMA – Avrebbero dormito col cadavere di Luca Varani in casa: Manuel Foffo e Marc Prato, i due ragazzi accusati dell’omicidio del giovane trovato morto dopo un coca party al Collatino, a Roma, avrebbero passato così la notte dopo il delitto. Dopo aver speso circa 1800 euro in droga per una sola sera da sballo e (secondo l’accusa) aver adescato la vittima con un centinaio di euro. Quello che colpisce è però la lucidità con cui i due, nel racconto fatto da Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera, avrebbero agito: la scelta della vittima, la freddezza nel portare avanti la serata.

Scrive Frignani:

San raffaele

Secondo il verbale reso dal padrone di casa, la droga sarebbe stata portata da Marc Prato, che più volte avrebbe chiamato uno spacciatore per rifornirsi. Dai primi responsi dell’autopsia è emerso che Varani è stato seviziato a lungo, dopo essere stato tramortito con un martello. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo. Dettagli di una mattanza che martedì saranno analizzati dal gip nell’udienza di convalida del fermo di Foffo e Prato, accusati di concorso in omicidio premeditato aggravato dalla crudeltà. In aula verrà ripercorso quanto è accaduto da mercoledì, quando i due universitari – ora a Regina Coeli – hanno organizzato il loro festino.

Giovedì poi sono usciti in macchina per fare un giro, forse per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento di via Igino Giordani e la vittima avrebbe accettato. «Ricordo – mette a verbale Foffo – che il 4 marzo Marco ha mandato un messaggio WhatsApp a Luca. Quando è arrivato c’è stato quasi un tacito accordo tra me e Marco: gli abbiamo offerto alcol nel quale aveva versato Alcover. Poi Luca ha sofferto tanto».

Stordito con il farmaco narcotizzante e con un colpo alla testa, il ventenne è così finito, nudo, in balìa dei due. Una ricostruzione da brividi che oggi il prosieguo dell’autopsia dovrebbe confermare. Ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito la scena del delitto – il pavimento della camera da letto e il bagno -, fatto sparire gli abiti della vittima e il suo telefonino. «Poi abbiamo passato la giornata e dormito con il morto in casa», avrebbe raccontato il proprietario dell’appartamento.

«Non abbiamo mai mangiato – ha continuato a raccontare Foffo -. Ho conosciuto Marc a Capodanno, lui è gay, io sono eterosessuale. Abbiamo avuto un rapporto e lui aveva un video così ho temuto che potesse ricattarmi e ho continuato a vederlo». Dopo il festino a due, da mercoledì a venerdì mattina, nell’appartamento di Foffo arriva Varani. «Marco mi ha detto che si prostituiva, fra noi c’è stato quasi un tacito accordo. Mentre noi siamo rimasti vestiti, Luca si è denudato e poi ha bevuto quello che gli avevamo offerto. Poi è andato in bagno e si è sentito male. Marco lo ha aggredito e gli ha detto che sia io sia lui avevamo scelto che doveva morire. Ho preso io il martello e forse anche i due coltelli. Luca non è mai riuscito a resistere alle nostre violenze».

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