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Manuel Foffo: “Io plagiato da Prato, deve marcire in cella”

ROMA – Manuel Foffo: “Io plagiato da Prato, deve marcire in cella”. Pronto a scontare l’ergastolo (come se in qualche modo questa possa essere una “scelta” o qualcosa che dipende da lui) ma deciso il più possibile ad aggravare la posizione di chi con lui ha condiviso l’orribile omicidio di Luca Varani. Manuel Foffo, racconta sul Il Messaggero Adelaide Pierucci, dal carcere si sfoga e accusa il suo ex amico Marco Prato. Lo accusa di “averlo plagiato”. Lo fa, forse, per rendere meno grave la sua posizione visto che entrambi sono accusati di aver torturato e ucciso Varani. Un omicidio brutale compiuto con almeno trenta colpi di martello. Racconta Foffo durante l’interrogatorio:

“Io sono disposto a farmi l’ergastolo, ma anche Prato se lo deve fare. Mi ha istigato e plagiato e vi spiego perché”

Tutta la versione di Foffo sembra tesa ad un solo obiettivo. Riconoscere sì il suo ruolo nel delitto ma attribuire a Prato il ruolo di “mente”, di quello che ha “plagiato” e indotto a uccidere. Con la droga che poi ha fatto il resto. Una versione completamente incompatibile con quella fornita dall’altro accusato. Il racconto di Foffo riportato dal Messaggero:

«Nel delirio della droga ho assecondato la volontà e le devianze di Marco Prato» ha detto Foffo, «Quella notte abbiamo deciso di uccidere. Un pensiero che non mi aveva mai sfiorato prima» si è sfogato in lacrime mentre veniva ascoltato per la quinta in carcere dal sostituto procuratore Francesco Scavo, in presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Michele Andreano. Stavolta l’interrogatorio è stato incentrato tutto sul giorno del delitto, nel suo appartamento, al decimo piano di un palazzo di via Igino Giordani.

«Quando Luca Varani è entrato in casa, ci siamo guardati negli occhi ed è scattato un clic» ha detto Foffo, «Prato ha offerto a quel ragazzo il cocktail corretto e poi gli ha indicato il bagno: “Ti vogliamo pulito, fatti una doccia”». E quando Luca finisce di lavarsi, mezzo , in preda ai conati di vomito per quello che ha bevuto, Prato gli ha detto che per lui era finita: «Abbiamo deciso di ucciderti». «Abbiamo preso coltello e martello. Abbiamo provato anche a strangolarlo. Ma non moriva. Avevo paura» ha raccontato ancora Foffo, «Non è vero che Prato mi ha solo guardato e baciato sulla testa mentre succedeva tutto. Era con me, ha partecipato. Anzi, prima mi aveva plagiato e istigato». «Sono diventato una sua preda da quando ha filmato un nostro contatto a Capodanno, quando ci siamo conosciuti dopo abbiamo assunto coca insieme».

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