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Manuel Foffo scrive a Pietro Maso: “Vergognati”

ROMA – “Vergognati”. Manuel Foffo risponde con una lettera scritta di suo pugno a Pietro Maso. Non accetta la solidarietà di un assassino che non ha mai mostrato pentimento per aver ucciso i genitori. Ne parla Adelaide Pierucci sul Messaggero:

A Maso, invece, con una paginetta scritta di proprio pugno ha detto: «Vuoi farti pubblicità approfittando della tragica morte di Luca Varani. Ti devi vergognare», ma il messaggio non è solo per Maso, Foffo vorrebbe provare a dimostrare che lui è pentito per davvero. «Se intende farsi pubblicità approfittando della tragica morte di Varani, ed in particolare del libro che ha scritto e che non intendo leggere, ha sbagliato indirizzo e destinatario…Non hai speso neanche una parola di rimorso per chi ti ha dato la vita», scrive. «Io non riesco a darmi pace per quanto ho fatto», ribadisce, e invita Pietro Maso a lasciarlo «in pace nel suo profondo pentimento» e soprattutto a non tirare in ballo il «padre il cui nome lei non è degno di pronunciare».

Cosa ha scritto Pietro Maso nella sua lettera? “Ti aspettano per molti anni l’isolamento, la disperazione, gli sputi in faccia degli altri detenuti e la durezza delle guardie. La voglia di suicidarti e l’illusione di svegliarti da un brutto sogno e tornare alla vita di sempre”. “Foffo – spiega in merito il suo difensore – è ancora in isolamento, è confuso e profondamente addolorato, pensa sempre al gravissimo delitto che ha commesso. Lettere di questo tipo lo fanno cadere nel più profondo sconforto. Dobbiamo fermare questi tentativi di intrusione senza senso”. Pietro Maso aveva fatto esplicito riferimento all’odio per il padre: “Io sono stato peggiore di te, ma posso capire perché volevi ammazzare tuo padre”. Foffo aveva confessato in un interrogatorio l’odio verso il padre come movente reale dell’omicidio, ma l’avvocato Andreano precisa che si “è trattato di un momento di confusione e di travaglio interiore che attanaglia Manuel. Con suo padre ha un rapporto conflittuale, ma in realtà nutre per lui sentimenti di affetto sincero. Tre giorni fa, ad esempio, gli ha spedito un telegramma con tre sole parole “Papà ti amo”. La verità è che il mio assistito ha seri problemi psichiatrici che vanno curati”.

(Nelle foto, Pietro Maso)

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