Cronaca Italia

Manuela Macario, Arcigay Ferrara, su Fb: “Sgridata in spiaggia: ‘certe cose non si fanno’. Ma cosa?”

Manuela Macario, Arcigay Ferrara, su Fb: "Sgridata in spiaggia: 'certe cose non si fanno'. Ma cosa?"

Manuela Macario, Arcigay Ferrara, su Fb: “Sgridata in spiaggia: ‘certe cose non si fanno’. Ma cosa?” (Foto da Facebook)

BOLOGNA – Polemica dopo un post sulla pagina Facebook della presidente dell’Arcigay di Ferrara, Manuela Macario, che denuncia un “ennesimo caso di discriminazione” che avrebbe subito a Lido di Spina, sul litorale ferrarese, in uno stabilimento frequentato da tempo e dove “la titolare mi ha chiamato in disparte per dirmi che alcuni clienti si erano lamentati di comportamenti inopportuni tenuti in spiaggia da me e dalle ‘ragazze che stanno con me'”.

Sul social Manuela Macario ha scritto:

“E’ un’estate strana da Nord a Sud il Paese sembra improvvisamente attraversato da un rigurgito allarmante di xenofobia, intolleranza, omofobia, razzismo. Se non sono i migranti sono i gay, se non sono i gay sono i disabili. Le notizie si rincorrono, gli episodi si moltiplicano, i commentatori da social si sbizzarriscono. Non dovrei stupirmi pertanto se anche io, in un ordinario lunedì di fine estate, mi ritrovo vittima dell’ennesimo episodio di discriminazione. Eppure, nonostante il mio attivismo, nonostante il ruolo che ricopro, nonostante la mia da sempre affermata omosessualità, in 45 anni di vita è la prima volta che mi capita una vicenda così amara e sconcertante”.

Da sempre cliente “affezionata e abituale del bagno” di Lido di Spina

“non ho fatto in tempo ad avvicinarmi alla cassa che la titolare, con aria imbarazzata, mi ha chiamato in disparte per dirmi che alcuni clienti si erano lamentati di comportamenti inopportuni tenuti in spiaggia da me e dalle le ‘ragazze che stanno con me’. Comportamenti inopportuni?! Quale genere di comportamenti inopportuni?! Questa è stata la domanda che mi è venuta spontanea fare! Avevo bisogno che quella espressione del viso che avevo davanti ai miei occhi, con quel mix di imbarazzo, costernazione e sottile indignazione, mi desse delle risposte precise. E invece – argomenta la presidente dell‘Arcigay ferrarese – da quel momento è stato solo un susseguirsi di allusivi riferimenti da parte della titolare e di esplicite e incalzanti richieste da parte mia. Frasi come ‘cose che in spiaggia non si fanno’ aprono un ventaglio di possibilità nelle quali smarrirsi”.

Nel lungo intervento su Facebook, ancora, Macario sottolinea,

“a meno che non sia osceno che due donne si tengano per mano. A meno che non sia osceno un bacio, ma cosa c’è di osceno in ‘un apostrofo rosa tra la parola t’amo’? A meno che quel bacio saffico non sia considerato inopportuno, a meno che mani che si sfiorano non siano considerate ‘peccaminose’, non saprei dare risposta all’umiliante affermazione priva di concreti contenuti fattami”.

Quindi, puntualizza in una altro passaggio, “nulla di tutta questa vicenda è giusto. Non è giusto che qualcuno nel 2017 ci si permetta di calunniare e diffamare persone stimate e oneste, non è giusto che per la prima volta in 45 anni mi senta trattata come una cliente di serie b”.

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