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Manzano, ragazzina di 12 anni muore calpestata dal suo cavallo

UDINE – Un tragico incidente ha ucciso Gabrielle Harbert, una ragazzina di 12 anni calpestata dal suo cavallo lo scorso giovedì 8 settembre a Manzano e morta all’ospedale di Udine per le ferite riportate. La ragazzina, racconta la madre Francesca Cremona, amava in cavalli e da quando aveva 8 anni praticava ormai l’equitazione.

Davide Vicedomini sul Messaggero Veneto scrive che si è trattato di un tragico incidente e secondo le ricostruzioni dell’incidente non ci sono colpe, né da parte del maneggio, né da parte dell’animale. La povera Gabrielle è rimasta uccisa in una fatalità del destino e ora la sua famiglia la racconta:

“Terzogenita, Gabrielle era nata il 2 luglio 2004, dall’amore di Ric Harbert, di San Francisco, e Francesca Cremona, italiana di nascita, trapiantata in America, alla fine degli anni 70. La coppia si era conosciuta sui campi di calcio di Palo Alto, cittadina a 30 chilometri a sud di San Francisco. «Gaby – racconta la mamma – è stata un regalo per tutti noi».

«È nata in casa», dice Ric, mostrandoci le foto della piccola Gaby nel suo primo giorno di vita. Gabrielle cresce, frequenta le scuole in America, fino a quando il fratello decide di trasferirsi in Italia, perché qui ha come punto d’appoggio lo zio, Lorenzo, dirigente di una società informatica.

Mamma Francesca che lavora per l’agenzia informatica Cisco, riesce a diventare responsabile commerciale per l’Europa e l’Africa e porta con sè tutta la sua famiglia. Scelgono come base il Friuli. «Avrei potuto scegliere – dice Francesca – qualsiasi posto in Europa, ma qui a Udine abbiamo trovato la pace e la tranquillità».

Gabrielle viene iscritta all’ultimo anno delle primarie “Waldorf” di Borgnano, frazione di Cormons. «Abbiamo scelto quell’istituto – spiega ancora la madre – perché le consentiva di continuare con l’insegnamento steineriano come in America».

Nel frattempo Gaby continua a coltivare la sua grande passione: i cavalli. «Voleva praticare l’equitazione – dicono i genitori – fin da quando era piccola, ma siccome avevamo paura, l’abbiamo iscritta a 8 anni. Era brava in tante cose. Si buttava a capofitto in mille avventure. Non aveva paura di nulla. Era piena di vita, con tanta voglia di fare. E allo stesso tempo aveva un cuore grande. Diceva cose più grandi della sua età. Era molto matura».

Gaby aveva già le idee chiare sul suo futuro. «Voleva continuare a fare equitazione – rivela la madre –. Il suo sogno era diventare professionista e fare la veterinaria. Perché per lei il rispetto per la natura e gli animali veniva prima di tutto».

«Noi la ringraziamo per tutto di quello che ci ha regalato in questi dodici anni», dicono i genitori stretti mano nella mano. «Per tutti Gaby era un raggio di sole, tutti la conoscevano perché aveva uno spirito aperto, gioviale».

I funerali si celebreranno nella Domus Magna Belvedere, tenuta agrituristica, in aperta campagna, a Povoletto. «Abbiamo scelto quel posto perché siamo andati un paio di volte in estate. Lì ci sono i cavalli, la natura. È il posto per la nostra Gaby»”.


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