Blitz quotidiano
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Marco Balostro morto in incidente stradale a 18 anni

ALESSANDRIA – Marco Balostro è morto ad appena 18 anni la sera di venerdì 20 maggio in un incidente stradale. Il giovane, originario di Vignole Borbera vicino Alessandria, si è schiantato con la sua auto e per lui non c’è stato nulla da fare. Marco Balostro aveva passato la serata in compagnia dei suoi amici, prima di morire nel tragico schianto contro il muro del sottopasso dell’autostrada, tra Vignole e Arquata, sulla via del ritorno a casa.

Irene Navaro su Il Secolo XIX scrive che il giovane aveva la patente da poco più di 4 mesi e frequentava le scuole superiori a Novi Ligure:

“Studiava ragioneria all’istituto Boccardo di Novi Ligure, avrebbe compiuto 19 anni a luglio. La scuola da finire, i progetti per l’estate che stava arrivando. Non è rimasto che un ammasso di rottami, quelli della Ford Fiesta che venerdì notte guidava Marco, dopo una serata con gli amici.

Uno schianto violento che non ha lasciato scampo al giovane. Lo piange la famiglia, residente a Vignole, il padre Tom, autotrasportatore, la madre Marina, la sorella più giovane Michela, gli amici del paese. Loro sono stati gli ultimi a vedere Marco. Si erano ritrovati in piazza, davanti all’oratorio, il gruppo di sempre. Insieme avevano deciso di andare in una paninoteca ad Arquata. Marco era salito a bordo dell’auto di un amico. Dopo un panino nel locale erano stati a casa di un ragazzo della compagnia, in una frazione di Vignole. Verso l’una di notte avevano fatto ritorno in piazza. Le ultime chiacchiere, gli scherzi.

Poco dopo le 3 si erano lasciati: «Ciao, ci vediamo domani sera» aveva detto agli ultimi rimasti in piazza. Poi Marco ha ripreso la sua auto ma invece di tornare subito a casa, si è diretto nuovamente verso Arquata, forse per fare benzina al distributore situato subito dopo il cavalcavia. «Aveva detto che il giorno seguente avrebbe portato l’auto dal meccanico», racconta uno degli amici, che ieri si sono ritrovati con gli occhi lucidi e la bocca secca davanti all’oratorio, come sempre.


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