Cronaca Italia

Marco Mandolini, parà u****o. Il fratello: “Nella Folgore qualcuno sa ma non parla”

Marco Mandolini, parà u****o. Il fratello: "Nella Folgore qualcuno sa ma non parla"

Marco Mandolini, parà u****o. Il fratello: “Nella Folgore qualcuno sa ma non parla”

LIVORNO – “Mio fratello Marco Mandolini è stato u****o. Nel reparto del Col Moschin qualcuno sa, ma nessuno parla”: l’accusa arriva da Francesco Mandolini, fratello del maresciallo della Folgore e capo della scorta del generale Bruno Loi in Somalia u****o a 34 anni il 13 giugno 1995 sulla Scogliera del Romito, a Livorno.

Ventidue anni dopo quell’omicidio, che vide Marco Mandolini accoltellato 40 volte e infine schiacciato con un masso di 25 chili, il fratello torna a chiedere la verità. Lo fanno con un appello al quotidiano toscano La Nazione in cui non mancano le accuse: “Non credo riusciremo mai a sapere la verità sulla morte di mio fratello. Siamo scoraggiati. Lo Stato ha dimenticato un suo servitore e, fatta eccezione per i suoi amici, anche il mondo militare ha dimenticato il maresciallo Marco Mandolini”, dice Francesco Mandolini.

Eppure il giallo sembrava sul punto della soluzione due anni fa, quando le nuove indagini disposte dalla procura di Livorno avevano portato all’isolamento del Dna del presunto assassino. Seicento ex parà della Folgore ai tempi di Marco Mandolini erano stati esaminati. Ma nulla.

Molte le piste battute per cercare di arrivare all’assassino: da quella passionale a quella economica, ma nessuna convincente. Una cosa è (quasi) certa: Mandolini conosceva il suo assassino. Un incursore, sottolinea La Nazione, non avrebbe mai rivolto le spalle ad uno sconosciuto. Un’altra ipotesi investigativa riguarda possibili legami tra Mandolini e l’omicidio di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 u****a in Somalia per la sua inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti tossici. Ma la soluzione del caso non è mai arrivata.

Adesso, 22 anni dopo quel 13 giugno, i familiari di Marco sopravvissuti (i genitori nel frattempo sono morti) chiedono giustizia. “Nel reparto di Marco qualcuno sa – dice il fratello Francesco – qualcuno conosce cose che potrebbero essere utili alla verità. Ma nessuno parla. La verità è stata sepolta da una silenziosa omertà”.

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