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Marco Prato e Manuel Foffo: “Luca Varani chiedeva pietà…”

ROMA – Luca Varani implorava pietà. Ma Marco Prato e Manuel Foffo, spietati, gli gridavano: “Devi morire”. Questa la ricostruzione choc dell’omicidio di Luca Varani. “Le modalità raccapriccianti dell’omicidio, l’efferatezza delle sofferenza inferte alla vittima prima di ucciderla sono indice di personalità disturbate, prive di sentimenti di pietà” scrive il Gip che ha convalidato l’arresto di Marco Prato e Manuel Foffo, i due trentenni romani accusati di aver seviziato e ucciso Luca Varani.

Manuel Foffo racconta che l’idea “delirante di assassinare qualcuno sarebbe maturata già ore prima del delitto”. “Poco dopo l’arrivo di Luca – racconta Foffo – gli abbiamo offerto un superalcolico nel quale Marco ha versato barbiturici. Luca si è sentito male. Marco lo ha aggredito e gli ha detto che sia io che lui avevamo scelto che lui doveva morire. Ricordo che ho recuperato il martello che abbiamo usato e forse sono stato anche io a trovare i due coltelli. Luca non è riuscito a resistere alle nostre violenze. Gli abbiamo tagliato le corde vocali perché gridava. E’ stato Marco che ha inferto la coltellata al cuore dove ha lasciato il coltello”.

Diverso il racconto di Marco Prato: “Manuel ha perso il controllo quando, parlando tra di noi, è uscito l’argomento di suo padre: ha detto che voleva ucciderlo. Io e Marco abbiamo iniziato a parlare di mio padre e questa cosa mi ha fatto venire il veleno. Avevo una forte rabbia interiore. Non escludo di avere combinato tutto questo per dare una risposta al rapporto con mio padre”. Racconta Prato: “Manuel era come impazzito. Mi ha chiesto di ucciderlo. ‘Questo stronzo deve morire’ urlava in preda a un insensato odio verso Varani”.

Qui il racconto di Prato diventa atroce: “Luca combatteva per rimanere in vita e così Foffo in preda a una furia bestiale ha iniziato a colpirlo con il martello intesta”. “Ho iniziato a pensare – racconta ancora Prato – che Luca era ormai in fin di vita e sarebbe stato meglio aiutare Manuel a portare a termine la sua azione omicida per evitare che soffrisse ancora”.

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