Cronaca Italia

Marco Prato, il testamento: “Donate i miei organi, smalto rosso sulle mie unghie”

Marco Prato, il testamento: "Donate i miei organi, smalto rosso sulle mie unghie"

Marco Prato, il testamento: “Donate i miei organi, smalto rosso sulle mie unghie”

ROMA – Una lettera testamento è stata lasciata da Marco Prato, che si è tolto la vita nel carcere di Velletri il 20 giugno in attesa del processo per l’omicidio di Luca Varani. Prato ha sempre professato la sua innocenza, anche nel biglietto lasciato ai suoi familiari prima del suicidio, e in un testamento in 10 punti scrive di voler donare i propri organi e come vuole essere sepolto, con smalto rosso alle unghie e capelli fatti.

A pubblicare le sue ultime volontà è il quotidiano Il Tempo, ultime volontà affidate ad una serie di bigliettini trovati nell’hotel dove Prato aveva tentato di togliersi la vita subito l’omicidio di Varani, di cui lui e Manuel Foffo sono accusati. Nel testamento il pr romano chiede scusa a familiari e amici per il suo gesto, chiede che i suoi organi siano donati e spiega come vorrebbe che fosse il suo funerale. Non una cerimonia, ma una festa laica con musica in cui i suoi cari possano divertirsi, come riporta Libero quotidiano:

“Perdonatemi, non riesco – scriveva la notte tra i 5 e il 6 marzo 2016 – Sono stanco, una persona orribile. Ricordate solo il bello di me. Vi amo”. Sono tre fogli scritti a mano. La lettera è stata pubblicata integralmente dal Tempo. Si legge: “Fate festa per il mio funerale, anche se vorrei cerimonia laica, fiori, canzoni di Dalida, bei ricordi: una festa! Dovete divertirvi!”. Al punto 2 raccomanda: “Chiama Private & Friends, il centro di capelli a piazza Mazzini per rigenerarmi la chioma prima di cremarmi. Mettetemi la cravatta rossa, donate i miei organi, lasciatemi lo smalto rosso alle mani. Mi sono sempre divertito di più ad essere una donna!”.

E ancora: “Organizzate sempre, una volta alla settimana o al mese, una cena o un pranzo con tutti i miei cari amici e amiche che ho amato tanto”, “mettete Ciao amore ciao quando avete finito la festa per me e ricordatevi tutti assieme i miei sorrisi più belli”.

Consapevole dei suoi lati “oscuri” scrive: “Buttate il mio telefono e distruggetelo insieme ai due computer, nascondendo i miei lati brutti”, “tenete alto il mio nome e il ricordo, nonostante quel che si dica. Non indagate sui miei risvolti torbidi, non sono belli”. Infine, disperato, conclude: “Sto male, o forse sono sempre stato così. Ho scoperto cose orribili dentro di me e nel mondo. Fa troppo male la vita e come io ho imparato mi è insopportabile. Non ne avete nessuna responsabilità”, “non sentitevi mai in colpa per tutto questo”.

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