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Marco Prato sospese farmaco per bipolarismo 5 giorni prima..

ROMA – Marco Prato aveva sospeso il farmaco che prendeva per disturbi bipolari: lo prendeva da anni, lo ha sospeso cinque giorni prima del delitto di Luca Varani, il ragazzo ucciso al Collatino di Roma e per la cui morte sono in carcere proprio Prato e Manuel Foffo. Lo scrivono Cristiana Mangani e Paola Vuolo sul Messaggero:

Lo ha fatto sapendo che avrebbe potuto causargli chissà quale scompenso emotivo: Marco Prato assumeva un farmaco per i disturbi bipolari e del comportamento ormai da molti anni. Ma cinque giorni prima del delitto lo ha sospeso autonomamente, senza che il suo medico lo sapesse. Gli era stato dato da quando era in cura per la psiche sofferente, per la sua tendenza a spingersi oltre i limiti. E quando è stato ricoverato, dopo aver ingerito cinque flaconi di Minias nel tentativo di uccidersi, ne ha parlato alla psichiatra che lo ha visitato all’ospedale Pertini.

Non era la prima volta che il pr aveva cercato di suicidarsi. Spesso precipitava nel malessere e il farmaco gli era stato dato proprio per contenere la sua tendenza all’impulsività. «Vado sempre in giro con gente assurda e in posti diversi quando devo farmi di cocaina – ha cercato di motivare le sue scelte davanti al medico – E comunque ho potuto fare il mio lavoro con successo per la mia grande qualità: la seduzione». «Io sono per gli eccessi e quando si supera il limite lo si fa perbene».

Durante la giornata infernale ha detto all’amico Marco che se avesse avuto il padre davanti forse lo avrebbe ucciso, e che tutto quello che aveva fatto forse lo aveva fatto per vendicarsi di lui. Gli contesta di avergli preferito il fratello, di averlo estromesso dalla sua attività lavorativa «Per questo motivo – spiega al pm Francesco Scavo durante l’ultimo interrogatorio – ho deciso di iniziare da solo un progetto importante frutto dei miei lunghi studi. Un programma che consente di trovare in brevissimo tempo una promessa del calcio. Questo progetto non è ancora andato in porto a causa della mancanza della firma da parte del presidente della Figc. Avevo anche un progetto simile per i ristoranti, ma non è terminato».

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