Cronaca Italia

Marco Prato voleva uccidersi in albergo subito dopo l’omicidio di Luca Varani

Marco Prato voleva uccidersi in albergo subito dopo l'omicidio di Luca Varani

Marco Prato voleva uccidersi in albergo subito dopo l’omicidio di Luca Varani (foto Ansa)

ROMA – Marco Prato voleva uccidersi subito dopo il delitto di Luca Varani: nella stanza d’albergo in cui si era rifugiato subito dopo l’omicidio furono trovati dei biglietti indirizzati ai suoi genitori che fecero pensare il giovane avesse avuto intenzione di suicidarsi. “Chiedo scusa a tutte le persone a cui ho fatto qualcosa – si leggeva in uno dei messaggi -. Vi scrivo mentre me ne sto andando”. “Sto male o forse sono sempre stato cosi’, ho scoperto cose orribili dentro di me e nel mondo. Fa troppo male la vita” scriveva ancora il giovane. Marco Prato dopo l’arresto nel 2016 era stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nel reparto destinato a chi commette reati s******i. Da qui da pochi mesi era stato spostato nel carcere di Velletri, dove si è tolto la vita il 20 giugno 2017.

Prato era in carcere in attesa del processo, che sarebbe cominciato il giorno successivo a quello della sua morte, cioè il 21 giugno. Si è ammazzato in carcere mettendo la testa in una busta e aprendo il gas della bombola della propria cella.

Si sarebbe suicidato per “le menzogne dette” su di lui e per “l’attenzione mediatica” subìta. Il ragazzo ha lasciato una lettera in cui spiega i motivi del suo gesto. Il compagno con cui divideva la cella non si sarebbe accorto di nulla perché stava dormendo.

Prato aveva 31 anni. Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà effettuata l’autopsia. Per l’omicidio di Luca Varani è già stato condannato, in abbreviato, a 30 anni, Manuel Foffo che, con Prato, aveva seviziato e u****o la vittima. Prato, a differenza del coimputato, aveva scelto il rito ordinario.

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