Blitz quotidiano
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Maria Chindamo, operaio c’era ma non sentì nulla. Polizia indaga

VIBO VALENTIA – Maria Chindamo, quando è stata aggredita da qualcuno di misterioso che l’ha fatta sparire, a pochi metri di distanza c’era qualcuno che conosceva. Era Dimitri, un operaio originario dell’est che da tanti anni lavora per la donna e, prima di lei, per l’ex marito suicida. Dimitri il 6 maggio scorso, giorno della scomparsa di Maria, aveva appuntamento con la donna alle 7 di mattina proprio nei terreni di proprietà di Maria.

Lui ha sempre detto, anche alle telecamere di Chi l’ha visto?, che quella mattina, proprio mentre Maria veniva aggredita e portata chissà dove, lui stava lavorando la terra con un trattore, quindi non poteva sentire. Ma gli inquirenti, viste le tracce di sangue lasciate a terra e sull’auto di Maria, trovata con il motore ancora acceso, sono convinti che l’aggressione non sia stata questione di pochi minuti. Maria ha lottato e si è difesa.

Controlli sono stati effettuati dai carabinieri in abitazioni ed aziende agricole in una vasta area del vibonese e nella zona di Laureana di Borrello, il centro del reggino in cui Maria Chindamo risiedeva con i tre figli. Spiega Il Corriere della Sera:

Il piano per rapire Maria Chindamo è stato preparato nei dettagli. I sequestratori l’hanno attesa davanti al cancello dell’azienda. Sapevano dell’appuntamento che la donna aveva con alcuni operai che dovevano svolgere dei lavori. La donna, forse conosceva i suoi sequestratori, tanto da non insospettirsi di nulla, vedendoli davanti al cancello della sua azienda. Ha fatto in tempo solo ad aprire la portiera del Suv, prima di essere aggredita, forse da tre uomini. Maria Chindamo è stata ferita o si è ferita nel tentativo di divincolarsi. Tracce di sangue della donna sono state rilevate all’interno del Suv e sulle pareti del muro di cinta dell’azienda.