Blitz quotidiano
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Maria Diviccaro e Maria Strafile uccise: condannati madre e figlio

TRANI – Maria Diviccaro e la badante Maria Strafile sono le due donne uccise il 15 marzo 2012 a Barletta. La donna, 62 anni e con problemi fisici, e la sua badante, vedova e madre di 4 figli, sono state percosse e soffocate. Per il loro omicidio sono stati condannati Grazia Fiore, cognata della Diviccaro, e il nipote Damiano Diviccaro, rispettivamente di 52 e 20 anni. La sentenza di primo grado è stata emessa il 26 luglio dal gup del tribunale di Trani, Angela Schiralli.

L’accusa, rappresentata dal pm Mirella Conticelli, riteneva che fra i responsabili vi fosse anche il fratello di Maria Diviccaro, Michele, marito e padre dei due condannati. La sua posizione è stata archiviata perché l’uomo è deceduto nel corso del processo.

Secondo l’accusa il movente del delitto risiederebbe in una mancata eredità. Maria Diviccaro era nubile e non in buoni rapporti con il fratello e la sua famiglia, tanto da avere disposto che, alla sua morte, Michele Diviccaro non avrebbe beneficiato dei suoi averi. Il giorno del delitto, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, madre e figlio, entrarono in casa, convinti che avrebbero trovato l’anziana disabile sola, invece la sua amica era già lì e, per questo, fu uccisa anche lei, strangolata.

Maria Diviccaro fu dapprima colpita con una padella, mentre era a letto, e poi finita soffocata. Mentre al piano superiore i due compivano il delitto, più giù, nello stesso stabile, in quella stradina nel cuore di Barletta, il fratello di Maria Diviccaro, avrebbe armeggiato con un flex per coprire le urla delle vittime.