Blitz quotidiano
powered by aruba

Marina militare, allarme Fiom: “Ancora amianto sulle navi”

TARANTO – La Fiom Cgil ha presentato una denuncia in Procura a Taranto e ha chiesto l’immediata sospensione degli interventi di manutenzione a bordo della Nave Espero della Marina militare. Motivo? Sull’unità navale sarebbe stata rilevata la “presenza consistente di materiale contenente amianto certificata da laboratorio autorizzato”. La nave è attualmente ferma per lavori presso l’Arsenale militare di Taranto.

Il sindacato fa presente che nei giorni scorsi sono giunte “segnalazioni pervenute dai lavoratori della ditta Imet, impegnati in manutenzioni dei motori principali a bordo di nave Espero”. E’ stata per questo chiesta l’immediata sospensione dei lavori al fine “di salvaguardare la salute e la sicurezza degli operatori”.

“Con l’auspicio – conclude la Fiom – che si possano recuperare quanto prima condizioni idonee per continuare l’attività in sicurezza e senza rischi, registriamo purtroppo che a tutt’oggi i suddetti rischi per i lavoratori esposti non sono ancora terminati”.

Il caso dell’amianto sulle navi della Marina militare è finito anche in Parlamento, con una interrogazione del deputato M5s e vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Si tratta di imbarcazioni degli anni 60 e 70: navi imbottite di amianto che per mezzo secolo, dalla fine della seconda guerra mondiale al disarmo definitivo nel 2005, che hanno avvelenato i polmoni di centinaia di marinai condannati a una morte lenta, ma puntuale.

Le cifre che vengono del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, parlano chiaro: tra il  gennaio 1996 e il primo quadrimestre 2015 risultano 405 casi di “malattia asbesto correlati” con 211 decessi nello stesso periodo.

Anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine sull’uso dell’asbesto (amianto) sulle navi della Marina Militare. Si indaga per omicidio colposo a carico di ignoti: nel mirino sono finiti i casi di una decina di ex militari della Marina, nati fra la fine degli anni 30 e la fine degli anni 40 e morti a partire dal 2008 per mesotelioma pleurico, quel tipo di tumore che colpisce chi è esposto a lungo all’amianto. Materiale che fino agli anni 80 era stato largamente usato, per le sue proprietà isolanti – in particolare la resistenza al calore, alle fiamme – sulle navi della nostra Marina.