Morte Brenda. Trans: “L’hanno ammazzata, voleva andare via”

Marrazzo story«L’hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda, parla del trans trovata morta questa mattina in un incendio nella sua abitazione di Via Due Ponti a Roma.

«Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynés, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione», dice Barbara.

Il trans brasiliano ha affermato inoltre che «né Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».

20 novembre 2009 | 11:12   Letto 3230 volte   


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2 commenti a “Morte Brenda. Trans: “L’hanno ammazzata, voleva andare via””

  • vincenzo scrive:

    KE STRANA KOINCIDENZA LA MORTE DI QUESTA TRANS ALL INDOMANI DEL CASO MARRAZZO. COME SI FA A NON FARSI VENIRE 1000 DUBBI? HO LETTO LA PAROLA SUICIDIO NELLE PRIME NOTIZIE DEI GIORNALI, MA VERGOGNATEVI. LO INTUISCE ANCHE UN DEFICIENTE KE E’ STATA SUICIDATA!!!! ALTRO KE MANI PULITE E ALTRE AZIONI DEL GENERE. MEZZA CLASSE DIRIGENTE E INTENDO TUTTI I TIPI DI POTERE , VADANO A KASA O..A TROIE..

  • Luciano scrive:

    Buona sera a tutti!!
    Mi spiace dal profondo cuore per la morte del mio connazionale.
    E’ una morte crudele, ma già… prima o poi doveva succedere.
    Stata uccisa sicuramente senza dubbio. Quando una prostituta specialmente la categoria trans si mischia con personaggi della politica e poi non mantegono la privacy il risultato è questo “LA MORTE”.
    Italia sta diventando come il mio paese “Brasile”, qualche anni fà in Italia per andare in gallera ti accompagnavano con i quanti, adesso ti massacrano di pugni fino alla morte. E taci tutti…
    Non mi spaventa, in Brasile è peggio 1000 volte, la legge si fa la gente comune…il popolo!
    Chi sà D’addario come sarà spaventava adesso!!
    Regola n. 1 Mai e mai aprire la bocca per raccontare quello che fà con un cliente che sia una escort, una ragazza immagine, una stradale o trans…
    LA PRIVACY è DI OBBLIGO … IL POTERE COMPRA QUELLO CHE VOGLIONO.
    E’ veramente disgustoso questo mondo pieno d’ipocrisia!
    Ciao

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Surreality Rai. Quando Garimberti e Masi per una volta erano d'accordo nel dire: "Decidiamo noi!" e volevano mandare Berlusconi a cuccia...

Questa è una notizia dell'Ansa di un anno fa, del 3 settembre 2009. Di suo, letta oggi, è surreale. Non c'è bisogno di commenti per renderla comica, alla luce di quel che è successo in questi dodici mesi. RAI: GARIMBERTI, NOMINE NON SONO OGGETTO DI SCAMBIO . DIREZIONE GENERALE, NIENTE ACCORDI GIA' DEFINITI Nel Consiglio di amministrazione del 9 settembre [2009], il primo dopo la pausa estiva, non è prevista alcuna nomina ma dall'ultima riunione del Cda di Viale Mazzini non si é parlato d'altro. Oggi [3 settembre 2009]  il presidente Paolo Garimberti ha firmato l'ordine del giorno senza quel punto: "Così come non si decidono nei palazzi fuori dalla Rai, le nomine non si fanno nemmeno in 'comitati ristretti' all'interno dell'azienda", sostiene Garimberti, perché oggi continuavano a circolare indiscrezioni sulle nomine a Rai Tre e sull'ipotesi che il Cda possa procedere a maggioranza portando la candidatura di Gianni Minoli. "Le nomine, che non possono essere mai oggetto di scambio con l'esistenza o meno di programmi, devono essere approfonditamente discusse e ampiamente condivise con tutti i membri del Cda", ha aggiunto Garimberti. Una riflessione che, secondo il presidente, non ci sarebbe potuta essere proprio a causa della pausa estiva e per questo, dopo aver consultato anche il direttore generale, non ha messo all'ordine del giorno il punto nomine. Anche la direzione generale oggi dice la sua sul tema, spiegando che eventuali future nomine saranno come sempre uniformate alle normative vigenti e alle procedure aziendali secondo criteri d professionalità e del più ampio consenso possibile. Quindi non ci sarebbero "accordi già definiti e pressing per le nomine in Rai". Nel mirino c'é il direttore di Raitre Paolo Ruffini, che oggi parla e si difende con la sua linea editoriale: "A Raitre non esiste controllo o censura, ma libertà e spirito critico. E' un modo di fare buona televisione, che deve raccontare il nostro Paese con approccio critico. Credo sia questo a dare il senso al nostro essere servizio pubblico". Ma la sua posizione non è delle più semplici perché se, da una parte, è nel mirino della maggioranza di governo perché la sua è la rete di alcuni dei programmi più discussi come quelli di Fabio Fazio, di Milena Gabanelli, di Serena Dandini. Dall'altra esiste però la questione interna al Pd, le cui diverse anime, che probabilmente vorrebbero trovare espressione anche nella dirigenza Rai, si affronteranno solo nel prossimo congresso del partito. Ora però, dopo le accuse di voler aspettare quella occasione per un cambio a Raitre e Tg3, ci sarebbe chi, anche nell'opposizione, spinge per una decisione immediata. Al pettine verrà presto anche il nodo di Annozero che deve partire il 24 settembre ma è già oggetto di rumors. Oggi sia Marco Travaglio che Vauro dicono che Michele Santoro ha confermato loro che nella prossima edizione ci saranno ma, di fatto, nessuno dei due ha ancora firmato un contratto. E visto che Santoro ha già incontrato il direttore generale Mauro Masi e il direttore di Raidue Massimo Liofredi, non è da escludere che si stia tentando di rivedere la formula della trasmissione che è continuamente al centro della discussione politica. Nessuna ipotesi di modifica alla struttura sarebbe ancora stata avanzata ufficialmente ma non si deve certo escludere che se ne parlerà.

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