Blitz quotidiano
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Martina pesa 140 chili e racconta: “Scartata in ogni colloquio perché grassa”

PRATO – Martina ha 26 anni, vive a Prato e da anni soffre di obesità. Pesa 14o chili Martina, e da anni non riesce a trovare lavoro: “In un bar-ristorante la segretaria mi ha chiesto se riuscissi a reggere in piedi e camminare tutto il giorno, poi il responsabile ha rincarato la dose: ‘Per farti passare tra i tavoli non vorrei far scomodare i clienti’. Mi è stato detto che non sono adatta per fare la cameriera perché non sono di bella presenza. Quel colloquio è durato cinque minuti e nessuno mi ha chiesto cosa so fare”.

E ancora: “In un albergo che cercava receptionist mi è stato detto subito di no, non volevano spendere più soldi per una divisa della mia taglia. Idem in due negozi di elettronica, mi hanno detto che preferiscono promoter di bella presenza in grado di attirare i clienti. E in un’azienda di call center mi hanno detto che avrei potuto lavorare solo nel back office”.

“Tornavo sempre a casa in lacrime – racconta Martina – qualche volta mio padre è andato a chiedere spiegazioni ai responsabili, si è sentito rispondere: ‘Non se la prenda a male, ma sua figlia è troppo grossa'”.

La stessa discriminazione vissuta sul lavoro, purtroppo, Martina la vive da sedici anni a questa parte anche nella vita di tutti i giorni: “La gente mi nota, sento il loro chiacchiericcio. Il commento che sento di più è ‘Guarda che c..o grosso che ha’. Vorrei far capire a tutti che non si tratta di fare sport e diete, l’obesità è una malattia e non possiamo farne una vergogna. Dovremmo avere tutti le stesse opportunità, come sta accadendo anche, per fortuna, con le unioni gay. Ma in questa società se non hai la taglia 40 non sei nessuno. La discriminazione in base al mio peso è anche un limite al futuro: se non trovo un lavoro, come potrò fare una famiglia?”.