Cronaca Italia

Massa Carrara, niente acqua ma ansiolitici agli anziani in casa di riposo: 3 arresti

Massa Carrara, niente acqua ma ansiolitici agli anziani in casa di riposo: 3 arresti

Massa Carrara, niente acqua ma ansiolitici agli anziani in casa di riposo: 3 arresti

MARINA DI CARRARA (MASSA CARRARA) – Solo un bicchiere d’acqua a pasto, perché gli anziani ospiti non ‘disturbassero’ con richieste di andare in bagno o costringendo a cambiare le lenzuola dei loro letti, uso di “quantità smodate e incontrollate, senza alcuna prescrizione medica” di ansiolitici e tranquillanti al fine di ridurli in stato soporoso: sono alcuni degli “atti vessatori” che, secondo quanto sostiene la Guardia di finanza di Massa Carrara, sarebbero stati compiuti da cinque dipendenti di una residenza sanitaria assistenziale di Marina di Carrara nei confronti dei loro ospiti.

L’avvocato rappresentante (anche prestatrice d’opera) e due addette sono finite agli arresti domiciliari, per due loro colleghe scattata la denuncia. La loro età è tra i 33 e i 60 anni. In una nota le fiamme gialle parlano di “ingiurie, umiliazioni, strattonamenti, percosse e schiaffi” e poi “limitazioni alla possibilità di movimento degli anziani, ordinando loro, con urla e minacce, di rimanere seduti tutto il giorno o legandoli alla sedia o al letto” e ancora, “urla e minacce” per creare “un generale stato di timore e tensione all’interno della casa di riposo”.

L’attenzione dei militari, si spiega, si è concentrata in particolare “sul clima di sopraffazione e violenza a danno degli anziani da parte sia della responsabile, che è risultata l’unico vera dominus della struttura, sia delle lavoratrici dipendenti che soddisfacevano il volere dell’amministratrice per compiere condotte di maltrattamento in maniere costante e giornaliera”.

Le indagini, svolte anche con accertamenti tecnici e sanitari, avrebbero fatto “emergere il totale disprezzo” delle indagate verso gli ospiti, e anche “la crudeltà con cui le indagate erano solite comportarsi”, con un metodo “unico di gestione incentrato su umiliazione, prevaricazione e aggressione, tali da indurre molte vittime a desiderare la morte, a rassegnarsi o abbandonarsi alla disperazione”.

All’oscuro di tutto i familiari degli anziani, a cui quest’ultimi sono stati affidati dopo che ieri la Finanza si è presentata nella struttura per eseguire gli arresti. La casa di riposo, che aveva iniziato la propria attività nei primi mesi del 2016, era inoltre “gestita in assenza di qualsiasi autorizzazione amministrativa, non avendo ottenuto l’autorizzazione prevista dalla legge regionale 41/05 e, comunque non sono risultate effettuate le comunicazioni previste dalla citata legge”. Riscontrata anche la presenza “di personale non in regola con la normativa sul lavoro e comunque non qualificato per prestare assistenza sanitaria”.

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