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Massimo Bossetti, difesa: due morti come Yara. Ma giudici…

BERGAMO – I giudici della corte d’assise di Bergamo hanno respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti, imputato per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, di acquisire al dibattimento gli atti di due procedimenti che riguardavano l’omicidio di un giovane sudamericano e l’altro relativo alla morte di una ragazza immigrata, che fu archiviata come suicidio, entrambi accaduti nel Bergamasco.

Il corpo del giovane sudamericano, per il cui omicidio è già intervenuta una condanna definitiva, era stato trovato nei pressi del campo di Chignolo d’Isola in cui fu scoperto il corpo di Yara. La ragazza immigrata, ad avviso della difesa, presentava ferite simili a quelle che aveva Yara sul corpo. Per i giudici entrambi i fascicoli non sono pertinenti al capo d’imputazione, che rimane “il perimetro” entro il quale va fatta una valutazione della prova.

Massimo Giuseppe Bossetti continua a proclamare la sua innocenza nel caso dell’omicidio di Yara Gambirasio e punta il dito contro un ipotetico killer che avrebbe già ucciso altre due persone. I legali della difesa di Bossetti hanno riportato in aula i casi di omicidio ormai già archiviati di Eddy Castillo e Sarbjit Kaur, due giovani di 26 e 21 anni trovati senza vita poco lontano dal campo di Chignolo d’Isola dove il corpo di Yara è stato trovato. Lo scopo sarebbe quello di dimostrare la presenza di un killer, forse seriale, nella zona dove la ragazzina di Brembate di Sopra è stata uccisa.

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