Cronaca Italia

Massimo Bossetti: prova del Dna valida per ergastolo, non si può ripetere

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Massimo Bossetti, prova del Dna valida per ergastolo. Motivazioni sentenza (foto Ansa)

BERGAMO – Massimo Giuseppe Bossetti deve restare in carcere: la prova del Dna è sufficiente ai giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia per confermare l’ergastolo al muratore accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. Oltretutto la prova non è ripetibile, in quanto è passato ormai troppo tempo. E’ valida la prova del Dna perché “non sono stati violati i principi del contraddittorio e delle ragioni difensive” riguardo la prova regina che ha portato all’ergastolo Massimo Bossetti. “Si deve ribadire quindi ancora una volta e con chiarezza che un’eventuale perizia, chiesta a gran voce dalla difesa e dall’imputato, consentirebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull’operato del Ris”, scrivono i giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia nelle motivazioni della sentenza che ha confermato il carcere a vita per il muratore di Mapello.

I giudici aggiungono che “non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni” del Dna trovato sul corpo della tredicenne. Ed è per questo che una perizia sarebbe stata un controllo del lavoro dei consulenti dell’accusa e della parte civile.

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