Blitz quotidiano
powered by aruba

“Massimo Bossetti è sotto psicofarmaci”: lo dice l’avvocato

ROMA – Massimo Bossetti prende psicofarmaci. E’ il dettaglio, non scontato, che il suo avvocato rivela alla stampa, parlando a Radio Cusano Campus. Può essere quindi per effetto degli psicofarmaci che Bossetti ha scritto una lettera dai toni allarmistici alla madre e alla sorella? Una lettera in cui dice che la farà finita, che non passerà la vita in carcere. L’avvocato Claudio Salvagni rispondeva ai quotidiani che si domandavano come mai Bossetti, durante l’ultima udienza, fosse così abbronzato:

“Premesso che Bossetti è sottoposto a terapie di psicofarmaci, il fatto che sia abbronzato dipende da quei pochi raggi di sole che possono penetrare attraverso le sbarre e nell’ora d’aria. Hanno sempre cercato di fare un processo alla persona. Si devono far coincidere dei punti: se c’è un punto di partenza e un punto d’arrivo che sono distanti, la strada per unire questi due punti è stata adattata. Il processo a Bossetti non deve essere fatto di suggestioni: le lampade, le sue abitudini sessuali, ecc… Il processo deve stabilire se è un assassino o no e deve farlo con le prove, non con le suggestioni”.

Continua: “Non mi aspettavo una requisitoria così lunga – dice. Non ha alcun senso ricostruire tutta la fase delle indagini perché diventa un’autocelebrazione dell’inchiesta, come del resto è stato tutto il processo. C’è un dato oggettivo: loro ritengono che quel dna sia di Bossetti, da lì bisogna partire. Andare a disquisire per ore sulla questione di Giuseppe Guerinoni non ha alcun senso”. Ci sono alcune stranezze che a Salvagni non vanno giù: “Noi abbiamo sentito pronunciare il nome di Bossetti alle 5 del pomeriggio, dopo che la requisitoria era iniziata da 6 ore. Possiamo parlare quanto vogliamo, ma alla fine gli elementi a carico di questa richiesta di condanna sono veramente scarni, benché se ne parli per ore. Attenderemo questa seconda parte di requisitoria per capire quali siano le prove a carico, e dico prove non indizi”. “Questo mezzo dna, con tutti i se e con tutti i ma che lo hanno accompagnato, sarà sufficiente alla condanna? Anziché trovare la risposta al fatto che non è stata trovata l’altra parte di dna, dicono che quella parte di dna non è importante. Il dna mitocondriale è la prova del nove, se quella non torna non è che si può dire che non è importante” aggiunge il legale.

Immagine 1 di 18
  • Massimo Bossetti (foto Ansa)
Immagine 1 di 18