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Massimo Bossetti, giorno nero: testimone, moglie, madre…

ROMA – Massimo Bossetti, giornata nera per la difesa. Per via di tre donne: una testimone, la madre e la moglie. Alma Azzolini è la donna che ha testimoniato, mercoledì, in aula durante il processo all’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio.

La donna bergamasca ha ricordato di aver visto nell’estate del 2010 Massimo Bossetti nel parcheggio di un cimitero, in compagnia di una ragazzina che era salita a bordo della sua auto. La donna ha raccontato che l’uomo che aveva visto in auto con quella ragazzina che poteva avere 13-14 anni l’aveva “fissata intensamente, tanto che ho provato disagio”. Vede quell’uomo in quest’aula?, le è stato chiesto. “Quell’uomo è Massimo Bossetti” ha risposto la donna.

La donna, che accompagnava la figlia ad allenamenti di ciclismo, ha poi raccontato di aver visto una seconda volta l’uomo che la fissava dall’auto nel parcheggio del cimitero, in un supermercato, alcuni giorni dopo. Secondo Alma Azzolini la ragazza che vide in auto nell’estate 2010 a bordo di un’auto con quello che ritiene essere Massimo Bossetti, era Yara Gambirasio. La donna, durante la sua deposizione, ha spiegato che, una volta viste le immagini di Yara quando era scomparsa, si convinse di averla già vista. Solo dopo aver visto le immagini di una trasmissione televisiva che ritraeva il cimitero avrebbe fatto mente locale. “La ragazza che vidi in macchina aveva l’apparecchio per i denti ed aveva le guance molto rosse”.

I difensori di Massimo Bossetti, contro esaminando la testimone, hanno spiegato di avere degli elementi in base ai quali sono convinti di poter dimostrare che Bossetti quel giorno non era dove ha raccontato la testimone.

Non solo. In aula è successo altro. Era prevista la deposizione di Ester Arzuffi, la mamma di Bossetti. Ma la donna a sorpresa ha preferito non parlare. La deposizione è durata pochi istanti. Ester Arzuffi, si è seduta sul banco dei testimoni e ha rivolto un saluto con la mano e un sorriso al figlio. Dopo essere stata avvertita dal presidente della corte che poteva avvalersi della facoltà di non rispondere ha deciso in tal senso. La donna ha sempre negato, come invece stabilito dalle indagini, che Massimo Bossetti sia figlio dell’autista di autobus morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Anche accertamenti scientifici esperiti dalla famiglia in forma privata hanno stabilito che Massimo non è figlio di Giovanni Bossetti.

Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti, contrariamente alla madre dell’uomo Ester Arzuffi, ha scelto di rispondere alle domande del pm Letizia Ruggeri sulle ricerche trovate nei due computer di casa. Si tratta di ricerche grafiche hanno riguardato nello specifico tredicenni. Ebbene Marita ha spiegato di non aver “mai fatto ricerche su tredicenni”. Ricerche “qualche volta le facevo io, qualche volta insieme, oppure io da sola”, ma lei non ha mai cercato 13enni.

Massimo Bossetti a quel punto è sbottato e ha esclamato “E’ intollerabile, basta!”. E’ successo quando il legale di parte civile della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo, ha cercato di stabilire chi avesse fatto alcune ricerche, elencandole una ad una. La moglie di Bossetti ha detto più volte “non posso escluderlo”, ribadendo però di non aver mai effettuato ricerche riguardanti tredicenni.

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