Blitz quotidiano
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Massimo Bossetti, pm: “Yara morte lenta per botte e freddo”

BERGAMO  – Yara Gambirasio non morì nelle fasi immediatamente successive all’aggressione ma nelle ore successive anche se stabilire la durata della sua agonia non è stato possibile. La tredicenne – ha ricordato il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri – morì per una concausa delle lesioni subite e per il freddo. “Avrà provato paura e dolore”, ha aggiunto il magistrato che sta ricostruendo minuziosamente tutti i passaggi dell’ indagine: dalla scomparsa di Yara, il 26 novembre del 2010 al ritrovamento del corpo esattamente tre mesi dopo.

Per Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato e sotto processo per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, il 13 maggio è un giorno decisivo: a meno di colpi di scena, infatti, oggi Bossetti ascolterà l’accusa chiedere la sua condanna all’ergastolo.

La requisitoria dell’accusa è iniziata poco dopo le dieci del mattino.  Il pm Letizia Ruggeri, cominciando la sua requisitoria nel processo a carico di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha detto che, nelle fasi iniziali dell’inchiesta, con gli investigatori “ci spaccammo la testa” per cercare di capire le ragioni della scomparsa della tredicenne.

“Ipotizzammo di tutto, dallo scambio di persona al rapimento – ha detto il magistrato – e questo lo dico perchè fummo costretti ad andare a vedere il vissuto di questa ragazza. Emerse che era una ragazza normalissima, senza alcun segreto”. Il pm, con tutta probabilità, si avvia a chiedere l’ergastolo per il muratore in carcere dal 16 giugno del 20014.

Yara uccisa con crudeltà.  Sulla tredicenne Yara Gambirasio, incapace di difendersi perché tramortita con un corpo contundente, furono inferte delle ferite, non mortali, e che sembra avessero lo scopo di infierire sulla ragazza. Lo ha detto il pm Letizia Ruggeri nella sua requisitoria nel processo a Massimo Bossetti, unico imputato per l’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra (Bergamo). Il magistrato lo ha ricordato per spiegare perché al muratore di Mapello è contestata anche l’aggravante delle sevizie e crudeltà.