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Massimo Bossetti resta in carcere: niente domiciliari

Il muratore di Mapello è accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra morta a 13 anni, nel 2010

BERGAMO  –  Massimo Bossetti resta in carcere: lo ha deciso il giudice del Tribunale del Riesame di Brescia, respingendo così la richiesta degli avvocati del muratore di Mapello di concedergli gli arresti domiciliari con il braccialetto elettroncio.

Bossetti è l’unico indagato per l’omicidio della tredicenne di Brembate di Sopra (Bergamo) Yara Gambirasio.

E’ la decima volta che i giudici respingono una richiesta di scarcerazione del muratore, in carcere dal 14 giugno del 2014 per l’omicidio della ragazzina. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini chiedevano la concessione dei domiciliari, eventualmente con il braccialetto elettronico, contestando, in particolare, il pericolo di reiterazione del reato. 

L’OMICIDIO – La giovane Yara Gambirasio scomparve il 26 novembre del 2010. Dopo gli allenamenti in palestra non fece mai ritorno a casa. Iniziarono subito le ricerche, che non si fermarono fino a quando, il 26 febbraio del 2011, il suo corpo venne trovato in un campo a Chignolo d’Isola, a dieci chilometri di distanza da Brembate di Sopra. Sul suo corpo diversi colpi di spranga, un trauma cranico e alcune ferite da taglio non letali in diversi punti del corpo.

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