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Massimo Bossetti sbotta in aula: “Basta, è intollerabile…”

BERGAMO – Massimo Bossetti, in carcere e imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio, durante la deposizione della moglie che ha toccato anche le ricerche a sfondo sui due pc di casa è sbottato e ha esclamato “è intollerabile, basta!”. ha perso la pazienza, Bossetti, quando il legale di parte civile della famiglia Gambirasio, Enrico Pelillo, ha cercato di stabilire chi avesse fatto alcune ricerche, elencandole una ad una. La moglie di Bossetti ha detto più volte “non posso escluderlo”, ribadendo però di non aver mai effettuato ricerche riguardanti tredicenni.

Rispondendo alle domande del pm, Letizia Ruggeri, sulle ricerche trovate nei due computer di casa, Marita Comi ha spiegato di non aver “mai fatto ricerche su tredicenni”. Per quanto riguarda le ricerche a sfondo grafico, Marita Comi ha detto che “qualche volta le facevo io, qualche volta insieme, oppure io da sola”. Massimo Giuseppe Bossetti, dal suo computer un utente di nome “Massimo” cercò su internet “tredicenni per ” e “ragazzine”. A dirlo è la perizia dei due consulenti informatici della procura di Bergamo durante l’udienza che si è tenuta venerdì 19 febbraio. La ricerca risale al 29 maggio 2014, 17 giorni prima dell’arresto del carpentiere. E lo stesso era accaduto quasi un anno dopo la scomparsa e l’omicidio di Yara, anche lei proprio tredicenne. Negli scorsi giorni in aula, in un silenzio glaciale, due carabinieri del Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) e i due consulenti informatici hanno elencato le ricerche a sfondo grafico compiute sui due computer di Bossetti, un fisso e un portatile, riguardanti “tredicenni per ” e “ragazzine”. Ricerche anche su YouTube, mentre ha fatto impressione sentire che con uno dei computer fu visto un video dal titolo “Come rimorchiare una ragazza in palestra”.

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