Blitz quotidiano
powered by aruba

Massimo Bossetti, testi palestra: Quel giorno nulla strano

BERGAMO – Massimo Bossetti? Nessuno l’ha visto davanti alla palestra di Yara Gambirasio quel 26 novembre: nel processo a carico del muratore è stata sentita in aula una serie di testimoni, citati dalla difesa, che alla fine del 2010, quando la ragazza scomparve, frequentavano il centro sportivo da cui la ragazza sparì. Molti hanno detto di non aver mai conosciuto la tredicenne, tutti di non avere mai visto Massimo Bossetti prima del fermo, il 16 giugno 2014. Tutti i testimoni, in gran parte genitori di ragazzi che frequentavano il centro sportivo, hanno spiegato che, pur avendo fatto mente locale dopo aver appreso la notizia della scomparsa, non ricordavano nulla di strano in quel tardo pomeriggio del 26 novembre 2010.

Mercoledì era il giorno della difesa: ad avviso del consulente informatico della difesa di Massimo Bossetti nei due computer sequestrati in casa del muratore “non c’è nessuna evidenza di ricerche che denotino un interesse particolare” nei confronti di ragazzine. I siti consultati dai due pc, inoltre, sono di argomento grafico ma non pedografico e questi siti aderiscono tutti alla campagna contro la pedografia. Giovanni Bassetti lo ha spiegato davanti alla corte d’assise di Bergamo, di fronte alla quale è in corso il dibattimento, ma, rispondendo alla domande del pm, ha detto che effettivamente quella del 29 maggio 2014, riguardanti ragazze e a sfondo è stata effettivamente una ricerca anche se non è possibile attribuirla al muratore. L’analisi dei computer trovati a casa di Bossetti che avevano evidenziato ricerche riguardanti tredicenni era stata svolta dal Racis dei Carabinieri e dai consulenti della procura e l’esperto della difesa ha inteso oggi “contestualizzarli”, partendo dal riconoscimento della corretta metodologia usata dagli investigatori.

Immagine 1 di 20
  • Massimo Giuseppe Bossetti: "Prego per Yara ogni sera"
Immagine 1 di 20